Tribunale delle acque: di cosa si occupa e come funziona

Tribunale delle acque: come funziona la giurisdizione speciale predisposta per un bene prezioso come l’acqua

Forse non tutti sanno che in tema di acque pubbliche esiste una giurisdizione speciale, cioè un tribunale apposito, che si occupa della materia specifica.

La competenza del Tribunale è quella delle acque pubbliche, della demanialità dei fondi e dei corsi d’acqua.

Il primo grado di giudizio si svolge presso gli otto Tribunali Regionali delle Acque Pubbliche aventi sede nelle Corti d’Appello di Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari sulle materie di loro competenza indicate negli artt. 140 e 141 T.U. acque e cioè: controversie intorno alla demanialità delle acque, circa i limiti dei corsi o bacini loro alvei e sponde; controversie aventi ad oggetto qualunque diritto relativo alle derivazioni e utilizzazioni di acqua pubblica; controversie di qualunque natura, riguardanti la occupazione totale o parziale, permanente o temporanea di fondi e le conseguenti indennità; controversie per risarcimenti di danni dipendenti da qualunque opera eseguita dalla pubblica amministrazione; ricorsi previsti dagli artt. 25 e 29 del testo unico delle leggi sulla pesca approvato con R.D. 8 ottobre 1931, n. 1604.

Appello e impugnazione

Sulle loro decisioni decide in grado di appello il Tribunale Superiore delle acque pubbliche.

A sensi dell’art. 144 T.U. acque la competenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sia in grado di appello che in sede di legittimità sussiste anche per le controversie relative alle acque pubbliche sotterranee e per quelle concernenti la ricerca, l’estrazione e l’utilizzazione delle acque sotterranee nei comprensori soggetti a tutela sempre che le controversie interessino la pubblica amministrazione.

La composizione del collegio del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche varia a seconda che giudichi in sede di appello o in unico grado.

In grado di appello decide con cinque votanti: il Presidente, due consiglieri di Cassazione, un consigliere di Stato e un tecnico. In sede di giurisdizione amministrativa decide con sette votanti: il Presidente, due consiglieri di Cassazione, tre consiglieri di Stato e un tecnico.

In sede di giurisdizione amministrativa decide con sette votanti: il Presidente, due consiglieri di Cassazione, tre consiglieri di Stato e un tecnico.

Il carattere distintivo della procedura del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche è che essa prevede una articolata istruttoria condotta da un giudice delegato dal Presidente, fase che non esiste nelle altre giurisdizioni superiori.

Ai sensi dell’art. 199 T.U. n. 1775/1933 le sentenze pronunciate dal Tribunale superiore delle acque pubbliche, tanto in contraddittorio che in contumacia, possono essere revocate dallo stesso Tribunale sulla istanza del la parte.

Contro le decisioni pronunciate in grado di appello dal Tribunale superiore delle acque pubbliche è ammesso il ricorso alle sezioni unite della Corte di cassazione.