Ricorso per disporre dei beni del fondo patrimoniale

Nel caso in cui si voglia provvedere alla vendita di un bene facente parte del fondo patrimoniale, occorre richiedere l’autorizzazione del Tribunale

Il Tribunale è competente a decidere sul ricorso proposto per poter disporre dei beni facenti parte del fondo patrimoniale.

Ciascuno o entrambi i coniugi o anche un terzo possono costituire, con atto pubblico o con il testamento, un fondo patrimoniale per i bisogni della famiglia.

Se vi sono dei figli minori, i beni del fondo patrimoniale possono essere alienati, ipotecati o dati in pegno o comunque vincolati soltanto con l’autorizzazione del Giudice in caso di necessità o di utilità evidente (previo consenso di entrambi i coniugi).

Il ricorso viene presentato dai coniugi o da chi vi ha interesse ed è diretto al Tribunale che provvede sentito il Pubblico Ministero.

Competente è dunque il Tribunale Ordinario, sezione Volontaria Giurisdizione.

Il fondo dura fino al compimento della maggiore età del figlio anche nel caso di annullamento del matrimonio o di divorzio. In questo caso il Giudice può dettare norme per l’amministrazione del fondo su richiesta di chi vi ha interesse.

E’ possibile derogare alla norma che richiede l’autorizzazione del Tribunale solamente se tale deroga sia presente all’interno dell’atto costitutivo del fondo patrimoniale, secondo quanto disposto dall’art. 169 c.c.