Magistrati: differenza tra Giudici Togati e Giudici Onorari

Magistrati: Togati con il concorso e Onorari con la nomina, vediamo quali sono le differenze essenziali tra giudici

Differenze

Capita spesso di sentire parlare di Giudici Togati, di GOT e di Onorari, ma qual è la differenza?

Nell’ambito della giurisdizione ordinaria, con il termine magistrato “togato” si indica il magistrato di carriera, che dopo avere conseguito la laurea in giurisprudenza, ha superato un concorso specifico per poi esercitare la funzione giurisdizionale di giudice o di pubblico ministero.

Si tratta pertanto di un magistrato a tempo indeterminato, nominato mediante pubblico concorso e regolato dalle norme sull’ordinamento giudiziario, con remunerazione continuata.

Diversamente, il magistrato onorario, è il magistrato nominato con particolari procedure e non legato allo Stato da un rapporto di pubblico impiego ma di servizio onorario.

Le funzioni del giudice onorario sono temporanee e l’incarico è remunerato in maniera diversa secondo le funzioni esercitate, infatti il giudice onorario può essere giudice di pace, giudice aggregato, giudice onorario di tribunale (G.O.T.), vice procuratore onorario (V.P.O), esperto presso il tribunale per i minorenni.

Come previsto dalla Costituzione (art. 102, comma 3), la partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia trova il suo momento più alto nella composizione delle Corti d’assise e delle Corti d’assise d’appello, i cui collegi sono integrati dai giudici popolari.

La magistratura onoraria rappresenta dunque una parte significativa dell’ordine giudiziario la cui disciplina è prevista dalla Costituzione art. 102, che, al secondo comma, stabilisce che cittadini idonei estranei alla magistratura possono essere chiamati a far parte delle sezioni specializzate istituite per determinate materie presso gli organi giudiziari ordinari, e, al terzo comma, riserva alla legge ordinaria la disciplina dei casi e delle forme della partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia; l’art. 106, secondo comma, stabilisce a sua volta che la legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.