Disturbo della quiete? Non solo di chi riposa

Il disturbo della quiete è solo individuabile nella gente che riposa o deve andare a lavorare? La Cassazione da una risposta interessante

L’organizzatrice degli eventi di un Hotel veniva individuata come responsabile in sede di appello del reato di apertura abusiva di luoghi al pubblico spettacolo e di disturbo al riposo o alle occupazione, e pertanto veniva condannata alla pena detentiva di un mese e 20 giorni di arresto e alla pena pecuniaria di 12.500 e 210 euro di ammenda, confermando in questa decisione quanto stabilito già in primo grado. Veniva accertata in sede di gravame l’assenza di preventiva autorizzazione della forza pubblica per una festa con intrattenimento musicale a cui hanno preso parte due cento persone circa.

discoteca

In Cassazione

L’imputata, ricorreva in Cassazione presentando le seguenti doglianze:

  • Lamenta che l’invito di prendere parte alla festa era rivolto esclusivamente ai clienti dell’hotel e a un ristretto numero di amici e parenti, pertanto poteva intendersi l’evento come privato.
  • Lamenta l’errata descrizione della location in sede di giudizio che sarebbe stata in realtà un tratto di spiaggia privo di strutture di contenimento, ove era stato allestito solo un piccolo palco per la consolle del disc jockey.
  • Lamenta la contestazione del reato di disturbo del riposo delle persone perché non è stata addotta alcuna prova della presenza di soggetti che al momento dovessero riposare o attendere ad attività lavorative.
  • Infine, lamenta l’esclusione della punibilità di cui all’art. 131 bis c.p attesa la tenuità del fatto.

Solo mezzo memoria successiva lamenta la necessità della preventiva autorizzazione, trattandosi di festa organizzata in un tratto di spiaggia senza recinzione in cui è stato collocato un piccolo palco ad altezza di 80 cm.

Cassazione:respinto il ricorso…il disturbo non è solo azionato su chi dorme

La Cassazione, respingendo il ricorso, ribadisce la necessità della preventiva autorizzazione all’autorità di pubblica sicurezza, che invece non era stata richiesta dall’imputata nella sua qualità di L.R della società, oltre al mancato rispetto della normativa antincendio, che l’imputata avrebbe dovuto rispettare a tutela della pubblica incolumità. Ritengono inoltre quanto emerso ed argomentato dalla Corte di Appello solido, logico e coerente.

In merito al disturbo della quiete si precisa che “alle ore 1.40 il fracasso proveniente dal (…) infastidiva i numerosi passanti che transitavano dal lungomare di (….9 e che, nei giorni successivi, fu riferito alle autorità comunali, che l’evento era proseguito, con le stesse, inurbane modalità, almeno sino alle ore 4.00.”, inoltre “Il riferimento alla tutela, in sede penale, del riposo e delle occupazioni delle persone va interpretato nel senso che le attività in questione (schiamazzi o rumori, abuso di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, provocazione o non impedimento di strepiti di animali) sono sanzionate laddove cagionino disturbo alle vittime, siano esse impegnate in attività lavorative ovvero di recupero delle energie, che può avvenire sia restando a casa che, al contrario, a scopo di svago, all’esterno.”