Tortura: anche il lancio di oggetti può configurare il reato di tortura

Tortura: attenzione perché non sono necessari dei maltrattamenti fisici perché si configuri il reato il reato di tortura

Il caso

La Suprema Corte di Cassazione si è occupata di un grave caso in cui la condotta è stata qualificata come tortura.

Con Sentenza n.47079 del 08/07/2019, la Cassazione, sez. V penale, ha stabilito che: configura il delitto di tortura il lancio dei bidoni dell’immondizia contro il portone di casa

Secondo la Corte, Integra il delitto di tortura il fatto di un gruppo di ragazzi che compiono, ai danni di un soggetto con disagio psichico, ripetuti atti di violenza e vessazioni di vario tipo, come il lancio dei bidoni dell’immondizia contro il portone di casa, il danneggiamento dell’abitazione attraverso il tiro di pietre e altri oggetti, calci e pugni alla porta e agli infissi durante le ore notturne, irruzione in casa con distruzione di suppellettili.

L’ Articolo 613 bis c.p.

Dispone l’articolo 613 del codice penale: [I]. Chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa, è punito con la pena della reclusione da quattro a dieci anni se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona.

[II]. Se i fatti di cui al primo comma sono commessi da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni.

[III]. Il comma precedente non si applica nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall’esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti.

[IV]. Se dai fatti di cui al primo comma deriva una lesione personale le pene di cui ai commi precedenti sono aumentate; se ne deriva una lesione personale grave sono aumentate di un terzo e se ne deriva una lesione personale gravissima sono aumentate della metà.

[V]. Se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte quale conseguenza non voluta, la pena è della reclusione di anni trenta. Se il colpevole cagiona volontariamente la morte, la pena è dell’ergastolo.