Il Reddito di Cittadinanza è un sussidio per la famiglia

Il Reddito di Cittadinanza non è destinato unicamente al titolare della pratica ma si ottiene per redditi famigliari e a tale sostentamento è destinato

Il Reddito di cittadinanza, anche se intestato al titolare indicato dalla pratica per accedere al sussidio, non si può considerare un reddito personale della persona che lo riceve in quanto “è un sussidio che soccorre l’intero nucleo familiare, come si evince dal fatto che viene elargito sulla base di certificazioni” che attestano la condizione reddituale della stessa famiglia che va di fatto a sostenere.

Il parere della Cassazione

Così la Cassazione, con sentenza n. 17012/22, conferma la condanna di un uomo che utilizzò la minaccia per farsi rendere dalla moglie la card del Reddito e usare i soldi del sussidio per comprare la droga. La Corte ha sottolineato che “integra il reato di estorsione” l’a condotta violenta, del marito per farsi dare la card e “prendere somme destinate al sostentamento non solo suo ma dell’intera famiglia”.

Non si tratta di un reddito personale

Respinto il ricorso del titolare avverso decisione della Corte di Appello che aveva confermato la sua colpevolezza in relazione all’accusa di estorsione. L’uomo, napoletano, aveva minacciato la moglie lanciandole addosso oggetti e maneggiando un arma “intimandole di consegnargli il Reddito di cittadinanza per acquistare sostanza stupefacente”. Il Reddito è intestato all’uomo poiché con esso sosteneva di  mantenere la famiglia. Inutile la difesa atta a dimostrare che l’atto minaccioso fosse stato attuato “esclusivamente per entrare in possesso del denaro proveniente dal Reddito di cittadinanza a lui intestato, pertanto il fatto avrebbe dovuto essere definito con esercizio arbitrario delle proprie ragioni”.

Conclusioni

Gli Ermellini sottolineano che la “destinataria dell’assegno era la famiglia anagrafica dell’intestatario comprensiva dei coniugi separati o divorziati residenti nella stessa abitazione e dei figli sotto i 26 anni non conviventi e a carico dei genitori”.