Processo penale: le indagini preliminari a cosa servono e cosa comportano

Cosa sono le indagini preliminari? Quali sono le finalità che persegue questa fase della giustizia penale?

Le indagini preliminari, costituiscono una fase in cui la macchina del procedimento penale si mette in moto ove si vagliano le prove preliminari al fine di valutare l’opportunità o meno che si apra un procedimento e pertanto, non hanno di per sé valore probatorio, a meno che non si proceda nelle medesime con l’incidente probatorio nel quale si assumono i mezzi di prova prima che abbia luogo la fase dibattimentale. Tutti gli altri atti si limitano ad entrare a far parte del fascicolo delle parti.

I tempi previsti dalla legge

Le indagini preliminari, come postulato dagli articoli 326 e seguenti del codice di procedura penale, hanno di per sè durata ben determinata, fissata dall’articolo 405, sebbene occorra fare delle precisazioni a riguardo dei termini.

Ci si riferisce alla circostanza per la quale, il pubblico ministero dovrebbe ritualmente chiedere l’eventuale rinvio a giudizio entro sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale è attribuito il reato è iscritto nel registro delle notizie di reato oppure, se è necessaria la querela, l’istanza o la richiesta di procedimento, dal momento in cui essa perviene al P.M.. Poi si deve precisare che per alcune particolari tipologie di reato il termine è elevato a un anno. Ed inoltre la decorrenza del termine di durata delle indagini preliminari è in ogni caso sospeso se è necessaria l’autorizzazione a procedere e sino a che questa non pervenga al pubblico ministero.

Proroga delle indagini preliminari

Tuttavia, prima della scadenza il pubblico ministero può comunque chiedere che il termine per l’esercizio dell’azione penale sia prorogato, sostenuto dalla specifica  della giusta causa a sostegno della richiesta. In caso di particolare complessità  delle indagini o di oggettiva impossibilità di concluderle entro il termine prorogato poi, la possibilità di proroga diventa ancora più validamente sostenuta. Per alcuni reati la proroga per giusta causa può essere concessa solo una volta ma tuttavia in ogni situazione, ogni proroga non può eccedere i sei mesi.

Come viene comunicata la proroga

Prima della scadenza del termine fissato per la conclusione delle indagini preliminari, il P.M. che decida di esercitare l’azione penale fa notificare all’indagato, al suo difensore e, alla persona offesa tramite il suo difensore l’avviso della conclusione delle indagini preliminari.

In questo momento la persona che diviene imputata per il reato deve provvedere alla propria difesa; L’avviso, a tal proposito pertanto conterrà:

  • la sommaria esplica dei fatti sulla quale verte l’azione penale per la quale si procede,
  • la sommaria enunciazione delle norme di legge, che si ritengono violate,
  • l’indicazione che la documentazione relativa alle indagini condotte in merito alla persona indagata è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che il suo difensore ha facoltà di prenderne visione ed estrarne copia,
  • l’avvertimento che l’indagato ha facoltà, entro venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al P.M. il compimento di atti di indagine nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.

Con la legge 103/2017 si postula inoltre che “il pubblico ministero è tenuto a esercitare l’azione penale o a richiedere l’archiviazione entro il termine di tre mesi dalla scadenza del termine massimo di durata delle indagini e comunque dalla scadenza dei termini di cui all’art. 415-bis”. Il termine può essere prorogato per ulteriori tre mesi in caso di indagini particolarmente complesse. Per delitti di particolare gravità tale termine è pari a quindici mesi.