Diffamazione: attenzione ad inviare una e-mail offensiva

Diffamazione: si configura se l’accesso alla casella di posta è consentito almeno ad un altro soggetto oltre al destinatario

Questione

Quando si manda una mail non si pensa a chi altri potrebbe leggerla oltre al destinatario.

Se il contenuto della mail è offensivo nei confronti di un terzo, è opportuno valutare se non vi sia il rischio di lettura della mail da parte di altre persone.

Di un caso di diffamazione a mezzo e-mail si è occupata la Suprema Corte di Cassazione, sez. V penale, stabilendo con sentenza n.12186 del 25/01/2022 che: Sussiste diffamazione anche in caso di mail inviata ad una sola persona determinata e l’accesso alla casella di posta è consentito almeno ad un altro soggetto e tale accesso plurimo è noto o quantomeno prevedibile al mittente

Secondo la Corte “Ai fini della configurabilità del reato di diffamazione, la sussistenza del requisito oggettivo della “comunicazione con più persone” sussiste anche nella ipotesi di diretta ed esclusiva destinazione del messaggio diffamatorio, inviato tramite posta elettronica, ad una sola persona determinata; e ciò sia quando l’accesso alla casella mail sia consentito almeno ad un altro soggetto, a fini di consultazione, estrazione di copia e di stampa, e tale accesso plurimo sia noto al mittente o, quantomeno, prevedibile secondo l’ordinaria diligenza, sia in tutti i casi in cui la comunicazione inviata via mail a un solo soggetto sia, come prevedibile – con giudizio da operarsi ex ante rispetto alla ricezione – , stata diffusa o comunque posta a conoscenza di almeno un altro soggetto

Il caso

Il caso affrontato dalla Corte riguardava la condanna per diffamazione di un condomino che con una e -mail indirizzata ad un altro proprietario si era lamentato della non correttezza del lavoro svolto dell’amministratore dell’immobile.

Così argomenta la Corte: “[…] ai fini di un corretto inquadramento della questione rispetto al caso di specie, che l’utilizzo della posta elettronica non esclude la sussistenza del requisito della “comunicazione con più persone” anche nella ipotesi di diretta ed esclusiva destinazione del messaggio diffamatorio ad una sola persona determinata, quando l’accesso alla casella mail sia consentito almeno ad altro soggetto, a fini di consultazione, estrazione di copia e di stampa, e tale accesso plurimo sia noto al mittente o, quantomeno, prevedibile secondo l’ordinaria diligenza (cfr. Sez. 5, n. 522 del 26/05/2016 – dep. 2017, S., Rv. 269016), salva l’esplicita indicazione di riservatezza. Sicché, anche in caso di PEO, come in caso di inoltro della comunicazione per posta ordinaria, è possibile ritenere la sussistenza del requisito oggettivo, ai fini della configurabilità del reato di diffamazione, della “comunicazione con più persone” anche nella ipotesi di diretta ed esclusiva destinazione del messaggio diffamatorio, inviato tramite posta elettronica, ad una sola persona determinata; e ciò sia quando l’accesso alla casella mail sia consentito almeno ad un altro soggetto, a fini di consultazione, estrazione di copia e di stampa, e tale accesso plurimo sia noto al mittente o, quantomeno, prevedibile secondo l’ordinaria diligenza, sia in tutti i casi in cui la comunicazione inviata via mail a un solo soggetto sia, come prevedibile – con giudizio da operarsi ex ante rispetto alla ricezione -, stata diffusa o comunque posta a conoscenza di almeno un altro soggetto […]”