Reddito di impresa: quando il numero di tovaglioli è rilevante

L’accertamento fiscale nei confronti di un ristoratore basato sul numero dei tovaglioli utilizzati è valido ai fini della ricostruzione del reddito di impresa.

Un tovagliolo per l’Agenzia delle Entrate equivale ad un pasto servito ai clienti, ma non si possono non considerare gli altri utilizzi dei tovaglioli. Vediamo perchè.

Accertamento induttivo del reddito

Ai sensi dell’art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973 l’accertamento induttivo del reddito operato nei confronti di un’impresa di ristorazione in base al consumo unitario dei tovaglioli utilizzati (risultante per quelli di carta dalle fatture o ricevute di acquisto e per quelli di stoffa dalle ricevute della lavanderia), è legittimo.

Infatti, costituisce un dato assolutamente normale quello secondo cui per ciascun pasto ogni cliente adoperi un solo tovagliolo.

Il numero di questi risulta un fatto noto idoneo, anche di per sé solo, a lasciare presumere il numero dei pasti effettivamente consumati.

La Cassazione, sezione Tributaria con la sentenza del 27 aprile 2022 n. 13169 ritiene legittimo l’accertamento del Fisco pur ritenendo che si debba ragionevolmente sottrarre dal totale una certa percentuale di tovaglioli normalmente utilizzati per altri scopi, quali i pasti dei dipendenti, l’uso da parte dei camerieri e le evenienze più varie per le quali ciascun cliente può essere indotto ad utilizzare più tovaglioli.

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La riduzione di sfrido

Nell’ambito dell’accertamento induttivo relativo all’attività di ristorazione si deve tener conto, come per altre attività, della riduzione di sfrido a favore del contribuente.

In che cosa consiste la riduzione di sfrido?

Considerato l’esempio della ristorazione, il dato di acquisto di tovagliette per coperti e tovaglioli di carta non è di per sé indicativo in termini assoluti dell’immediato utilizzo della merce e del conseguente numero di coperti erogati nel corso dell’anno.

E’ infatti possibile sia da un lato la creazione di scorte da parte della società sia la non utilizzazione effettiva di tali merci per deterioramento o per usura nonché l’utilizzo plurimo in relazione al singolo coperto.

Lo sfrido consiste dunque nel  calo quantitativo, nel consumo o logorìo dei  prodotti o merci ecc subiscono durante la lavorazione o durante lo stoccaggio in magazzino

Le  percentuali di sfrido possono variare in dipendenza di particolari eventi atmosferici ed all’utilizzo variabile di tovagliette o tovaglioli in relazione sia al periodo stagionale, sia all’impiego per coperti relativi a tavoli all’aperto o in ambienti chiusi.