Edilizia: realizzare un vano caldaia senza permessi costituisce reato?

Edilizia: la realizzazione di un vano caldaia non costituisce ampliamento dell’area abitabile dell’immobile

Questione

Le opere edilizie che determinano aumento volumetrico sono sempre soggette ad autorizzazione.

Ma un vano caldaia costituisce aumento volumetrico?

La risposta è no, di conseguenza, non si configura alcun reato in caso di realizzazione.

Di una situazione riguardante un vano caldaia si è occupato il Tribunale di Napoli sez. I penale, che con sentenza n.17075 del 25/01/2016, in tema di reati edilizi ha stabilito che: la realizzazione di vano contenente caldaia non rappresenta volume tecnico idoneo ad ampliare l’area abitabile

La Sentenza

La vicenda di cui si è occupato il Tribunale di Napoli riguarda la realizzazione di un vano che accoglieva la caldaia essenziale all’abitazione, ed erano stati ivi posizionati anche una lavatrice e un piatto doccia.

Così argomenta il Tribunale in sentenza: La realizzazione di un piccolo vano in parte verandato e in parte chiuso da mattoni leggeri costituisce un cd. volume tecnico non funzionale ad ampliare la superficie abitabile e il volume dell’appartamento cui afferisce non costituendo reato edilizio.

L’ipotesi accusatoria al centro dell’odierno processo muove dall’assunto, esplicitato nel capo di imputazione, che la piccola struttura ivi descritta costituisca un aumento di volumetria utile a servizio dell’appartamento di cui è proprietario l’imputato […].

Il tutto era stato oggetto di sequestro preventivo da parte del personale della Polizia Municipale, a seguito del quale l’imputato ha ripristinato lo stato dei luoghi preesistente, eliminando le opere che si assumevano abusive.

Nei fatti, tuttavia, il piccolissimo vano, in parte verandato e in parte chiuso da mattoni leggeri di syporex, ben visibile e riconoscibile nelle foto prodotte, costituisce semplicemente un cd. volume tecnico, vale a dire un vano che non è funzionale a ampliare la superficie abitabile e il volume utile dell’appartamento cui afferisce, ma serve semplicemente a accogliere dei motori, delle apparecchiature o altri macchinari essenziali all’abitazione.

È il caso, ad esempio dei torrini scala, dei vani per i motori degli ascensori, degli alloggi dei contatori o dei serbatoi o altre strutture simili le quali, per giurisprudenza pressoché pacifica (ma sicuramente ampiamente preferibile perché più in linea con la ratio e la norma della legislazione in materia urbanistica ed edilizia), svolgono una funzione meramente tecnica a servizio delle abitazioni così che, pur quando realizzate in muratura, con strutture fisse o comunque in modo stabile, non ampliano il carico urbanistico dell’unità immobiliare a cui afferiscono ed entrano nel novero degli interventi edilizi per i quali è prescritto il permesso di costruire a norma dell’art. 10 del DPR 380/01 e, dunque, l’assenza di quest’ultimo non integra il reato di cui all’art. 44 del medesimo DPR.

[…] La circostanza che, sotto la caldaia si potesse sistemare anche una lavatrice e che il pavimento del vano fosse predisposto con uno scarico a terra così da poter funzionare da doccia, non valgono a modificare la valutazione del vano in parola come mero volume tecnico di servizio, poiché la presenza della lavatrice non trasforma quel piccolo sgabuzzino di soli m. 3,00 X 1,00 in una lavanderia, né il preteso piatto doccia, di: cui ha parlato in maniera un po’ confusa il teste […] vale a trasformarlo in un bagno.