Abbandono di rifiuti: le norme e le sanzioni per i trasgressori

Abbandono di rifiuti: attenzione a trasgredire perché si rischiano sanzini salate e si può anche commettere reato

Le norme contro l’abbandono di rifiuti

Abbandonare i rifiuti sul suolo pubblico, costituisce un comportamento contrario al senso civico, ed è ancor più grave se commesso in aree protette.

Anche la legge è molto severa e in alcuni casi considera l’abbandono dei rifiuti sul suolo pubblico un REATO

La norma di riferimento è il TUA, Testo Unico dell’Ambiente il quale stabilisce il “divieto assoluto di abbandono dei rifiuti sul suolo e nel sottosuolo e parimenti nelle acque superficiali e sotterranee, centri abitati, aree rurali, mari, fiumi, laghi, falde acquifere. 

Chi trasgredisce, incorre in sanzioni amministrative e in alcuni casi, come per l’abbandono dei rifiuti pericolosi o tossici, in sanzioni penali.

L’articolo 255 del Decreto Legislativo n.152 del 2006 (TUA) prevede per chi abbandona i rifiuti sanzioni da 300 Euro a 3000 Euro e l’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi, sostenere le spese per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati.

Se si tratta di rifiuti pericolosi, la sanzione può essere raddoppiata.

abbandono di rifiuti

Il reato

Se l’abbandono dei rifiuti è effettuato da un Ente (società, impresa, azienda, amministrazione) il comportamento costituisce reato, in tal caso è previsto l’arresto da 3 mesi a 1 anno e l’ammenda da Euro 2.600 a Euro 26.000.

Se i rifiuti abbandonati sono tossici o comunque pericolosi, è previsto l’arresto da 6 mesi a 2 anni e l’ammenda da Euro 2.600 a Euro 26.000

Se il fatto è commesso in area protetta, si ha un’aggravante e la sanzione potrà essere aumentata.

I responsabili sono sempre obbligati al ripristino dello stato dei luoghi e a sostenere le spese per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati