Disconoscimento firma falsa: l’istanza di verificazione

In caso di disconoscimento di firma, colui che vuole avvaleresi della scrittura disconosciuta deve proporre istanza di verificazione

Nel caso in cui in un giudizio venga disconosciuta la firma di un documento, colui che l’ha prodotta, per avvalersi della scrittura, deve propore istanza di verificazione.

Nell’ipotesi in cui una parte rilevi la falsità della propria firma su una scrittura privata prodotta in giudizio, deve, nel primo atto successivo alla sua produzione, formale disconoscimento della propria sottoscrizione.

L’art. 214 c.p.c. dispone che “colui contro il quale è prodotta una scrittura privata, se intende disconoscerla, è tenuto a negare formalmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione.bGli eredi o aventi causa possono limitarsi a dichiarare di non conoscere la scrittura o la sottoscrizione del loro autore“.

Colui che voglia avvalersi in giudizio della scrittura disconosciuta deve proprorre istanza di verificazione secondo quanto previsto dall’art. 216 c.p.c. il quale statuisce che “la parte che intende valersi della scrittura disconosciuta deve chiederne la verificazione, proponendo i mezzi di prova che ritiene utili e producendo o indicando le scritture che possono servire di comparazione. L’istanza per la verificazione può anche proporsi in via principale con citazione, quando la parte dimostra di avervi interesse; ma se il convenuto riconosce la scrittura, le spese sono poste a carico dell’attore“.

L’iter del riconoscimento della scrittura

Quando è chiesta la verificazione, il giudice dispone le cautele opportune per la custodia del documento, stabilisce il termine per il deposito in cancelleria delle scritture di comparazione, nomina, quando occorre, un consulente tecnico e provvede all’ammissione delle altre prove. (art. 217 c.p.c.)

Se le scritture di comparazione si trovano presso depositari pubblici o privati e l’asportazione non ne è vietata, il giudice istruttore può disporne il deposito in cancelleria in un termine da lui fissato.

Se la comparazione deve eseguirsi nel luogo dove si trovano le scritture, il giudice dà le disposizioni necessarie per le operazioni, che debbono compiersi in presenza del depositario.

IL giudice può ordinare alla parte di scrivere sotto dettatura, anche alla presenza del consulente tecnico e se la parte invitata a comparire personalmente non si presenta o rifiuta di scrivere senza giustificato motivo, la scrittura si può ritenere riconosciuta.