Privacy: consenso per le attività di marketing e profilazione

Il consenso per attività di marketing e di profilazione deve essere espressamente indicato dall’utente e può essere sempre revocato

Il GDPR si è occupato anche di regolamentare il consenso prestato dall’utente per l’attività di marketing e di profilazione.

L’attività di marketing consiste nell’invio di materiale pubblicitario di prodotti e di servizi, mentre l’attività di profilazione consiste nel creare un profilo dell’utente che ha prestato il consenso al fine di analizzare i suoi gusti e le sue preferenze. Si tratta di una vera e propria creazione di un profilo mediante l’elaborazione dei dati offerti dall’utente stesso.

Il consenso, per essere valido, deve essere espressamente prestato proprio per le suddette finalità ed originariamente era soggetto a scadenza.

Il Garane della Privacy, con provvedimento n. 181 del 15 ottobre 2020 ha mutato l’impostazione precedente, eliminando il termine per la conservazione dei dati acquisiti per i trattamenti sopra descritti.

In particolare, ha statuito che “il solo decorso del tempo non è un parametro sufficiente, di per sé, per valutare l’idoneità della base giuridica. Il consenso al trattamento dei dati personali per finalità promozionali, in quanto massima espressione dell’autodeterminazione dell’individuo, deve innanzitutto considerarsi scisso e non condizionato dall’esistenza o meno di un rapporto contrattuale e deve ritenersi valido, indipendentemente dal tempo trascorso, finché non venga revocato dall’interessato, a condizione che sia stato correttamente acquisito in origine e che sia ancora valido alla luce delle norme applicabili al momento del trattamento nonché dei tempi di conservazione stabiliti dal titolare, e indicati nell’informativa, nel rispetto dell’art. 5, par. 1, lett. e) del Regolamento“.

Il tempo di conservazione deve però essere indicato all’interno dell’informativa sulla privacy.