Recesso anticipato conduttore: quali sono i gravi motivi

Nel contratto di locazione ad uso abitativo il conduttore può recedere prima della scadenza in caso di sussistenza di gravi motivi

In caso di risoluzione anticipata del contratto di locazione ad uno abitazione da parte del conduttore, devono sussistere gravi e documentati motivi.

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n.12291 del 30 maggio 2014, ha chiarito, ai fini della sussistenza dei gravi motivi, che questi ultimi “devono essere determinati da fatti estranei alla sua volontà, imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto, tali da rendergli oltremodo gravosa la sua prosecuzione”.

I motivi posti alla base di un legittimo recesso devono essere indipendenti dalla volontà del conduttore e deve trattarsi di eventi sorti successivamente alla conclusione del contratto.

Ad esempio, vengono reputati gravi motivi: la nascita di un figlio che non consente la prosecuzione della locazione per questioni di spazio, trasferimenti di sede di lavoro, motivi di salute incompatibili con la permanenza all’interno dell’immobile.

Per esercitare il diritto di recesso, il conduttore deve necessariamente inoltrare una comunicazione, preferibilmente a mezzo raccomandata a.r. oppure a mezzo PEC, con la quale manifesta la volontà ed i motivi posti alla base della conclusione del contratto.

La norma dispone che l’esercizio del recesso deve essere manifestato con un preavviso di almeno sei mesi e ciò significa che il conduttore è comunque obbligato, a prescindere dalla permanenza o meno all’inerno dell’immobile, a corrispondere almeno sei mensilità del canone di locazione.