Spettacoli senza licenza o autorizzazione: quando scatta la sanzione

L’autorizzazione prevista dall’art. 68 TULPS è necessaria anche per i circoli privati in presenza di precisi presupposti: vediamo quando scatta la sanzione in caso di spettacoli senza licenza o autorizzazione.

Al fine di verificare quando scatta la sanzione nel caso di spettacoli senza licenza o autorizzazione in circoli privati occorre partire dalla normativa da applicare nel caso in questione.

Presupposti dell’autorizzazione per i circoli privati

I presupposti che devono ricorrere perché sia necessaria l’autorizzazione (art. 118, comma RD 635 del 6.5.1940 e art. 68 TULPS) sono i seguenti che debbono sussistere cumulativamente:

  •  al circolo devono poter accedere anche “non soci” con biglietto d’invito;
  • deve essere escluso il carattere privato del trattenimento e/o dello spettacolo a causa del numero di persone presenti o di altre circostanze.

La norma fa riferimento ai due soli elementi, sopra richiamati, che insieme possono arrivare ad escludere il carattere meramente privato dei circoli.

spettacoli senza licenza

Per quanto attiene alla formula “altre circostanze”, la stessa è stata oggetto di specifici chiarimenti da parte del Ministero dell’Interno. Con circolare del 19/5/1984, il Ministero ha previsto una serie di parametri chiarificatori, volti ad orientare l’operato della Pubblica Amministrazione e ad evitare, su tale profilo della fattispecie, valutazioni eccessivamente discrezionali o arbitrarie.

I parametri di “pubblicità ” dettati dal Ministero sono i seguenti:

“a) pagamento del biglietto d’ingresso effettuato volta per volta anche da non soci o rilascio, senza alcuna formalità particolare, di tessere associative a chiunque acquisti il biglietto stesso;

b) pubblicità degli spettacoli o dei trattenimenti, a mezzo di giornali, manifesti, ecc., destinati all’acquisto o alla visione della generalità dei cittadini;

c) complessità del locale dove si svolge l’attività, nel senso che appaia trattarsi di struttura avente caratteristiche tali da essere impiegata in attività di natura palesemente imprenditoriale;

d) rilevante numero delle persone che accedono ai locali dei circolo. A questo riguardo si ritiene possa farsi riferimento il criterio previsto dal D.M. 16.2.1982 che impone l’obbligo della certificazione antincendi per i locali di spettacolo e trattenimento in genere, con capienza superiore a 100 posti”.

Sebbene tale elencazione non sia da intendersi come tassativa a causa tanto della natura dell’atto, quanto della formulazione letterale dello stesso, costituisce di per sé sicuro indice interpretativo mediante il quale l’operatore giuridico può orientare la propria comprensione ed interpretazione della fattispecie in esame.

Non può essere considerato spettacolo pubblico, l’evento in un locale al quale partecipano solo una ventina di invitati, anche se sponsorizzato tramite “post” su un noto social network, come anche stabilito dal TAR Puglia con sentenza n. 288 del 2022.

In sé e per sé, l’utilizzo di un social network per dare notizia all’insieme dei propri contatti di un certo evento non rappresenta un sicuro indice di attività promozionale né di intento promozionale a fini commerciali in quanto, per tale tra mite, avviene la usuale “condivisione” anche di eventi meramente privati, con le medesime modalità .