Mantenimento: Se perdo il lavoro posso smettere di versarlo?

Se vieni licenziato dall’azienda non puoi ridurre il mantenimento o smettere di versarlo ma devi rivolgerti al Tribunale per la modifica

Questione

Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento prevede una tutela sia civile che penale.

Non versare gli alimenti stabiliti dal Tribunale espone ad un pignoramento e integra il reato di «violazione degli obblighi di assistenza familiare».

Ma cosa accade se l’obbligato perde malauguratamente il lavoro oppure si fa licenziare di proposito?

La Cassazione ha già chiarito che il semplice stato di disoccupazione non è sufficiente ad escludere il reato in quanto è necessaria anche la prova di una oggettiva e totale difficoltà economica tale da tradursi in un vero e proprio stato di «indigenza economica».

Le condizioni

Da ciò discende che sarà sempre necessario accertare le reali condizioni economiche dell’obbligato, sia nel caso in cui l’obbligato ricorra al Tribunale per chiedere la riduzione o la revoca del mantenimento, sia nel caso in cui venga denunciato per omesso versamento.

Pertanto, se il licenziamento costituisce una reale sventura capitata all’obbligato e sussistono realmente le condizioni di “indigenza economica”, si può realmente sperare in un’assoluzione in sede penale o in una sostanziale riduzione o revoca dell’assegno in sede civile, ma se il licenziamento, o la riduzione del contratto a tempo parziale, costituisce un escamotage volto ad eludere o ridurre il mantenimento, si deve essere consapevoli della possibilità che il Giudice potrebbe approfondire l’esame della situazione patrimoniale.

Infatti, il giudice non è tenuto ad affidarsi solo alla dichiarazione dei redditi presentata dall’interessato, ma può effettuare ulteriori accertamenti e considerare altri parametri come il saldo disponibile sul conto corrente, il possesso di altri redditi, il possesso di immobili, il tenore di vita.

Inoltre, il Giudice, potrebbe disporre l’accertamento di redditi “in nero” oppure o delegare le indagini alla polizia tributaria, oppure potrebbe essere proprio la controparte a fornire elementi e prova della sussistenza di redditi in nero.