Se il tumore è provocato dal telefono aziendale è malattia professionale

Tumori: possono essere causati dal cellulare aziendale ed essere malattia professionale, per cui l’INAIL deve risarcire

La vicenda riguarda un dipendente Telecom affetto da neurinoma del nervo acustico.

I fatti giudiziali

Un dipendente di Telecom Italia ricorre in giudizio asserendo che per motivi professionali ha trascorso ben 15 anni all’interno dell’azienda predetta utilizzando il telefonino, eccedendo sovente un lasso di tempo pari a tre ore al giorno e senza protezioni. A seguito della diagnosi acquisita di una patologia molto specifica, un neurinoma al nervo acustico, di indole benigna ma con una caratteristica invalidante, decideva di rivolgersi al Tribunale di Ivrea e tramite il consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice del Lavoro del suddetto Tribunale territoriale, si era visto riconosciuto un danno biologico permanente pari al 23%, maturando così il diritto ad un’indennità vitalizia, da malattia professionale, di circa 500 euro mensili.

Il tumore dipende dall’uso del cellulare anche secondo la Corte d’appello

Secondo la Corte d’Appello di Torino, il nesso causale è sussistente. Si legge infatti che dalle deduzioni della predetta Corte “esiste una legge scientifica di copertura che supporta l’affermazione del nesso causale secondo i criteri probabilistici ‘più probabile che non’”.

C’è da rilevare che l’ISS non concorderebbe sulle evidenze della perizia presentate a Torino, infatti basandosi sul rapporto dello stesso Istituto si rileva che “i notevoli eccessi di rischio osservati in alcuni studi non sono coerenti con l’andamento temporale dei tassi d’incidenza dei tumori cerebrali che, a quasi 30 anni dall’introduzione dei cellulari, non hanno risentito del rapido e notevole aumento della prevalenza di esposizione”.