La madre può essere costretta a risarcire i figli per i propri comportamenti

La madre che subisce decadenza della responsabilità genitoriale deve risarcire i figli e il padre per i danni?

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Separazione e affido dei minori

In un procedimento di separazione personale tra i coniugi, che la moglie con ricorso giudiziale, si verificava la situazione che entrambi i coniugi decidessero di richiedere l’addebito della separazione all’altro. Inoltre la madre chiedeva in corso di causa, chiedeva anche l’affido esclusivo dei minori, che di contro chiedeva anche il padre, che tuttavia successivamente chiedeva per gli stessi minori, l’affido al Comune e il collocamento in comunità con modalità di visita protette con i genitori. Infine quindi, entrambi chiedevano che venisse dichiarata la decadenza della responsabilità genitoriale dell’altro genitore ed ex art. 709-ter c.p.c. il risarcimento dei danni.

L’addebito della separazione

Respinte, perché infondate le domande circa l’addebito da parte della moglie, veniva invece provato il grave comportamento della moglie nel corso del matrimonio, caratterizzato da violenze documentate da referti, procedimenti penali e testimonianze. Era infatti venuto fuori che la donna avesse aderito ad una setta che chiedeva proprio il distaccamento della moglie dalla famiglia e proprio a tal ragione, veniva addebitata alla moglie la separazione e a causa di una nuova convivenza da lei instaurata nel frattempo veniva escluso il diritto a ricevere il mantenimento (oltre allo stesso addebito che motiva ulteriormente la decisione).

L’affido dei minori e la decadenza della responsabilità genitoriale

La Consulenza Tecnica espletata evidenziava che la conflittualità tra i genitori fosse tale al punto da compromettere gravemente ogni relazione. La situazione dei minori già critica, veniva aggravata dal comportamento dei genitori, a tal punto che i medesimi, prima collocati dal padre e poi andati a vivere dalla madre, rifiutavano di frequentare la scuola. A seguito di tali vicende si decideva come impraticabile l’affido esclusivo alla madre, perché genitore con condotta pregiudizievole ai figli, e da escludere in capo al padre perché ciò avrebbe alimentato il conflitto.

Si procedeva pertanto all’affidamento all’ente con collocamento immediato in comunità per almeno un anno.

La decadenza dalla responsabilità genitoriale

La madre viene dichiarata decaduta dalla responsabilità genitoriale poiché veniva riscontrato che avrebbe arbitrariamente deciso di trattenere i figli senza rispettare i provvedimenti, manipolato e istigato i figli a rendere dichiarazioni non veritiere a danno del padre, presentato una denuncia di abusi rilevatasi strumentale e pretestuosa, ha allontanato i bambini dal padre, trasferendosi senza autorizzazione e senza consenso dei Servizi Sociali in altra città.

Il risarcimento dei danni alla quale è tenuta la madre alla quale è dichiarata la decadenza

Entrambe le parti chiedevano, nel corso del giudizio, la condanna dell’altro ex art. 709-ter c.p.c. al risarcimento dei danni.

Il codice postula infatti a riguardo che «gravi inadempienze o atti che arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto esercizio delle modalità di affidamento, …».

Il Tribunale a tal proposito dunque, esaminata la fattispecie, ritiene che la domanda del marito di condanna della moglie al risarcimento dei danni per sé e per i due figli deve essere accolta, motivazioni coincidenti con quelle espresse in merito alla pronuncia di decadenza dalla responsabilità genitoriale. La madre, infatti, ha in maniera evidente messo in atto condotte pregiudizievoli nei confronti dei figli e palesemente lesive degli interessi dei minori.