Rettifica della rendita catastale “proposta”: la circolare

Con Circolare 7 E del 17 marzo 2022 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle modalità e termini per la rettifica della rendita catastale “proposta” e relative annotazioni negli atti del catasto.

Rettifica delle rendita catastale

DOCFA: che cos’è

Il DOCFA acronimo di Documenti Catasto Fabbricati, ed è un programma utilizzato da tecnici e professionisti per presentare pratiche catastali, mediante invio telematico all’Agenzia delle Entrate ed agli Uffici territoriali di competenza

Il procedimento partecipativo di determinazione della rendita catastale degli immobili appartenenti al catasto fabbricati inizia con la presentazione, da parte dell’utente interessato, delle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari di nuova costruzione e per le variazioni dello stato dei beni, redatte in applicazione delle disposizioni contenute nel  D.M. n. 701 del 1994.

Ciò avviene conformemente alle procedure DOCFA, che consentono il contestuale aggiornamento della banca dati catastale con il classamento e la relativa rendita.

Che cosa prevede il decreto

Il decreto stabilisce, ai commi 2 e 3 dell’art. 1, che “Le dichiarazioni … sono sottoscritte da uno dei soggetti che ha la titolarità di diritti reali sui beni denunciati e dal tecnico redattore degli atti grafici di cui sia prevista l’allegazione e contengono dati e notizie tali da consentire l’iscrizione in catasto con attribuzione di rendita catastale, senza visita di sopralluogo. Il dichiarante propone anche l’attribuzione della categoria, classe e relativa rendita catastale, per le unità a destinazione ordinaria, o l’attribuzione della categoria e della rendita, per le unità a destinazione speciale o particolare.” “Tale rendita rimane negli atti catastali come «rendita proposta» fino a quando l’ufficio non provvede con mezzi di accertamento informatici o tradizionali, anche a campione, e comunque entro dodici mesi dalla data di presentazione delle dichiarazioni di cui al comma 1, alla determinazione della rendita catastale definitiva. È facoltà dell’amministrazione finanziaria di verificare, ai sensi dell’art. 4, comma 21, del decreto[1]legge 19 dicembre 1984, n. 853, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1985, n. 17, le caratteristiche degli immobili oggetto delle dichiarazioni di cui al comma 1 ed eventualmente modificarne le risultanze censuarie iscritte in catasto…”.

La Corte di Cassazione, con orientamento consolidato, ha stabilito  che il termine di dodici mesi per la determinazione della rendita catastale definitiva, indicato dal comma 3 dell’articolo 1 del D.M. n. 701 del 1994, non ha natura perentoria e non è stabilito a pena di decadenza.