Militari in missioni Onu e combattenti in campagne di guerra: differenze

Per la giurisprudenza del Consiglio di Stato va esclusa l’equiparazione tra i militari impegnati in missioni per conto dell’ONU dai “combattenti” impegnati in “campagne di guerra”.

militari in missioni onu

Regole sul trattamento retributivo e pensionistico

Il consiglio di Stato con riferimento all’esclusione dei benefici combattentistici, sia sotto il profilo dell’anzianità di servizio sia sotto il profilo del trattamento economico a fini pensionistici, per i servizi prestati per conto dell’ONU in determinate zone di intervento dal personale militare non dirigenziale  si è espresso univocamente.

In particolare:

– sul piano previdenziale, si deve escludere che “l’articolo unico della legge n. 1746 del 1962  determini l’applicabilità, ai militari operanti in zone d’intervento per conto dell’ONU, della “supervalutazione” (ai fini dell’anzianità di servizio) prevista dalla detta legge. La legge n. 390 del 1950, emanata nell’immediato periodo postbellico, infatti, deve intendersi riferita ai soli militari impegnati nelle campagne di guerra del periodo bellico 1940 – 1945, senza possibilità di estensione ad eventuali campagne successive” (Cons. Stato sez. IV 29/03/2018 n. 1987);

– con riferimento ai benefici stipendiali, l’intervenuta modifica della disciplina stipendiale del personale militare non dirigenziale ha determinato l’inoperatività del rinvio contenuto nel più volte citato articolo unico della legge n. 1746 del 1962 per sopravvenuta incompatibilità con la disciplina oggetto di rinvio.

L’evoluzione del quadro normativo esclude qualunque equiparazione tra i militari impegnati in missioni per conto dell’ONU ed i “combattenti” impegnati in “campagne di guerra”, in quanto per i primi il legislatore, che ha sempre tenuto ben presente la distinzione tra le campagne di guerra e le missioni ONU, ha di volta in volta individuato regole specifiche incidenti sul trattamento retributivo e pensionistico nonché dirette anche a compensare gli specifici rischi connessi agli interventi.

Pertanto, il Consiglio di Stato con sentenza n.8175 del 2021 ha ribadito che non sussiste alcuna equiparazione, ai fini dell’estensione dei benefici combattentistici sul piano previdenziale, tra servizi prestati in campagne di guerra e servizi prestati in missioni di pace per conto dell’ONU che sono, per contro, assoggettati a specifiche discipline di volta in volta emanate.