Cartella di pagamento: cosa fare dopo la notifica

Il contribuente che riceve la notifica di una cartella di pagamento può valutare cosa fare , oltre a decidere di pagare le somme ingiunte può anche contestarla se vi sono i presupposti.

Cartella di pagamento: di cosa si tratta.

La cartella di pagamento è un atto con il quale l’Agenzia delle Entrate-Riscossione chiede al contribuente  il pagamento di somme che ritiene dovute dal contribuente, a seguito dell’attività di controllo dell’ente impositore, quale può essere  ad esempio l’Agenzia delle Entrate, l’Inps o anche l’ Ente locale .

La cartella di pagamento è emessa per gli atti derivanti dall’ordinaria attività di liquidazione e di controllo di imposte, tasse e tributi.

La cartella di pagamento contiene l’indicazione degli importi dovuti, l’intimazione ad adempiere nel termine di 60 giorni dalla notifica nonché tutte le informazioni sulle modalità di pagamento, anche rateale, e sulle modalità per richiedere il riesame, la sospensione o l’annullamento del debito rivolgendosi all’ente creditore o presentando ricorso al giudice competente.

Per le cartelle notificate dal 1° gennaio al 31 marzo 2022, il termine per il pagamento è fissato in 180 giorni dalla notifica (rispetto ai 60 giorni ordinariamente previsti) in base alla Legge di Bilancio per il 2022.

La proroga del termine di pagamento a 180 giorni dalla notifica era stata già prevista anche per le cartelle notificate dall’ 1 settembre al 31 dicembre 2021 dal Decreto fiscale.

In base a tali norme per cartelle notificate nei periodi di cui sopra, l’ordinario termine di 60 giorni è esteso a 180 giorni.

Dal primo gennaio 2022 a seguito  della modifica del sistema di remunerazione del servizio nazionale di riscossione per effetto della Legge di Bilancio per il 2022, la cartella non contiene più l’addebito al contribuente degli oneri di riscossione.

Che cosa fare?

Il contribuente, oltre a decidere di effettuare il pagamento anche rateizzato delle somme riportate in cartella, in caso di ritenuta erroneità degli importi o per vizi formali della cartella, può decidere di impugnarla nel termine di 60 giorni dalla notifica dinanzi al Giudice competente in base alla natura ed al valore degli importi richiesti. Può anche presentare istanza in autotutela per un riesame dell’atto che però non sospende i termini di impugnazione.