Riti magici per bloccare gravi pericoli: costano cari anche al mago

Risponde di truffa e non di abuso della credulità popolare il mago che compie riti magici al fine di bloccare gravi pericoli convincendo così la vittima a pagare ingenti somme per scongiurare il pericolo.

riti magici

Attenzione alla truffa

Se un cartomante, astrologo e sensitivo esperto in problemi d’amore  in televisione e via social sostiene di voler aiutare chi ha realmente bisogno, dichiarando di non avere interessi economici, ma di evitare gravi pericoli al suo interlocutore e invece convince chi si rivolge a lui a consegnargli denaro incorre nel reato di truffa.

La Cassazione penale con la sentenza n. 7513 del 2022 precisa che il comportamento sopra descritto integra il delitto di cui all’art. 640 c.p., comma 2, n. 2 e non la fattispecie di abuso della credulità popolare, peraltro depenalizzata dal D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8.

L’elemento costitutivo e differenziale si individua nel turbamento dell’ordine pubblico e nell’azione rivolta nei confronti di un numero indeterminato di persone, tipico nel comportamento di colui che, sfruttando la fama di mago, chiromante, occultista o guaritore, ingeneri nelle persone offese la convinzione dell’esistenza di gravi pericoli gravanti su di esse o sui loro familiari e, facendo credere loro di poter scongiurare i prospettati pericoli con i rituali magici da lui praticati, le induca in errore, così procurandosi l’ingiusto profitto consistente nell’incameramento delle somme di denaro elargitegli con correlativo danno per le medesime.

Per la Cassazione la corte di merito ha ritenuto correttamente, nella fattispecie esaminata, di qualificare i fatti come truffa, considerata l’assenza di comunicazioni nei confronti di un numero indeterminato di soggetti ed ai specifici pericoli che il mago aveva rappresentato alle persone offese, addirittura paventando il rischio di morte, convincendo così la vittima a versare somme di denaro a fronte dei riti magici.

Così risulta assolutamente legittimo il risarcimento in favore della persona raggirata nella misura di € 10.000,00.