Omicidio senza corpo: si può essere condannati comunque

Omicidio senza corpo: l’occultamento o la distruzione del corpo della vittima non escludono la condanna per omicidio

Questione

Quando c’è un omicidio ci deve essere un cadavere, o forse no.

Nell’ambito di un’indagine, sono tante le cose che il corpo di una persona può dire in ordine alle modalità del delitto, all’ora, al luogo.

Non sempre però è possibile rinvenire il corpo della vittima perché il responsabile del crimine potrebbe essere riuscito ad occultarlo oppure a distruggerlo, ben sapendo che il corpo potrebbe “parlare”.

Tuttavia, l’assenza del corpo, non impedisce di giungere ad una condanna per omicidio, come accaduto nel caso ormai noto della scomparsa di Roberta Ragusa.

Antonio Logli infatti, è stato ritenuto responsabile della scomparsa della moglie e condannato per omicidio e occultamento di cadavere.

Quali sono le norme che regolano l’occultamento e la distruzione di cadavere?

Le norme

L’articolo 412 del codice penale dispone: Chiunque occulta un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne nasconde le ceneri, è punito con la reclusione fino a tre anni.

L’articolo 411 del codice penale dispone: Chiunque distrugge, sopprime o sottrae un cadavere o una parte di esso, ovvero ne sottrae o disperde le ceneri, è punito con la reclusione da due a sette anni.

La pena è aumentata se il fatto è commesso in cimiteri o in altri luoghi di sepoltura, di deposito o di custodia.

Non costituisce reato la dispersione delle ceneri di cadavere autorizzata dall’ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volontà del defunto.

La dispersione delle ceneri non autorizzata dall’ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è punita con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da euro 2.582 a euro 12.911.