Soldi falsi: fare la spesa con banconote contraffatte

Soldi falsi: in caso di possesso e utilizzo di soldi contraffatti si deve distinguere la buona fede dal dolo

Soldi falsi per caso

Quando si fanno acquisti e si paga in contanti non c’è niente di peggio che scoprire di avere effettuato il pagamento con banconote false.

D’altro canto, i falsari sono ormai ben lontani dalle limitate possibilità di Totò e Peppino nel film “La banda degli onesti”.

Infatti, la tecnologia, i macchinari e gli strumenti di cui dispongono oggi i falsari, consentono loro di realizzare banconote che sono sempre più difficili da distinguere da quelle vere.

Ma cosa accade in questi casi? Si commette un reato?

No, se si è in buona fede. Si se si agisce con dolo.

In altre parole, si commette reato solo quando si è consapevoli di essere in possesso di denaro contraffatto e se ne fa uso per acquistare beni consapevolmente, con dolo.

soldi falsi

Allora cosa fare?

Nel caso in cui il denaro sarà individuato come contraffatto, non potrà essere assolutamente speso, altrimenti si ricade nell’ipotesi di spaccio di soldi falsi.

Al fine di superare ogni dubbio, è opportuno recarsi presso una qualsiasi banca e far verificare la banconota che, se effettivamente falsa, verrà ritirata dall’istituto e sarà rilasciata copia della banconota falsa con lo specifico verbale.

Non è previsto nessun indennizzo o rimborso economico.

Il reato in tema di “Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate” è previsto dall’articolo 453 del codice penale.

È punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da euro 516 a euro 3.098:

1) chiunque contraffà monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori

2) chiunque altera in qualsiasi modo monete genuine, col dare ad esse l’apparenza di un valore superiore

3) chiunque, non essendo concorso nella contraffazione o nell’alterazione, ma di concerto con chi l’ha eseguita ovvero con un intermediario, introduce nel territorio dello Stato o detiene o spende o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate;

4) chiunque, al fine di metterle in circolazione, acquista o comunque riceve, da chi le ha falsificate, ovvero da un intermediario, monete contraffatte o alterate.

La stessa pena si applica a chi, legalmente autorizzato alla produzione, fabbrica indebitamente, abusando degli strumenti o dei materiali nella sua disponibilità, quantitativi di monete in eccesso rispetto alle prescrizioni.

La pena è ridotta di un terzo quando le condotte di cui al primo e secondo comma hanno ad oggetto monete non aventi ancora corso legale e il termine iniziale dello stesso è determinato.