In amore e in guerra tutto è lecito: non sempre è così

E’ davvero tutto lecito in amore e in guerra? A tale proverbio potrebbe accostarsi il detto erroneamente attribuito a Machiavelli il fine giustifica i mezzi e così dare una risposta alla domanda posta.

in amore e in guerra

L’accostamento tra amore e guerra se apparentemente sembra un paradosso in realtà nasconde un parallelismo potente.

Un uomo o una donna che desiderano conquistarsi potrebbero essere disposti a tutto: ad utilizzare bugie, sotterfugi, inganni solo al fine di conquistare l’amato o l’amata, ma si tratta davvero di vittoria duratura? Così in guerra chi attacca è disposto a tutto pur di vincere e chi si difende pur di non soccombere utilizza tutti i mezzi a sua disposizione per evitare la sconfitta

Divieti e limitazioni all’uso di armi in guerra

Focalizziamo l’attenzione su cosa non è lecito in guerra.

Al fine di limitare l’utilizzo di armi con potenziale distruttivo e conseguenze dannose soprattutto sulla popolazione civile, è stata adottata nel 1980 e poi entrata in vigore nel 1983 la CCW ( Certain Conventional Weapons) .

Tale convenzione proibisce o limita l’utilizzo, secondo i principi del Diritto Umanitario Internazionale, di alcune armi convenzionali considerate particolarmente dannose e tendenti a provocare effetti indiscriminati sulla popolazione civile.

Cosa prevede la CCW

E’ costituita da una Convenzione quadro contenente solo disposizioni generali e cinque Protocolli che stabiliscono divieti o limitazioni sull’uso delle tipologie seguenti di armi:

  • Armi intese a ferire con l’uso di frammenti non rilevabili nel corpo tramite raggi X (Protocollo I);
  • Mine e trappole e altri dispositivi (Protocollo II);
  • Armi incendiarie (Protocollo III);
  • Laser accecanti (Protocollo IV);
  • Residuati bellici esplosivi (Protocollo V).

La Convenzione è stata sottoscritta da 125 Stati Parte (tra cui tutte le maggiori potenze militari) e 4 firmatari.
I singoli Protocolli contano da 96 a 118 ratifiche.
La caratteristica particolare della Convenzione è dovuta alla sua struttura flessibile.
Infatti, si adatta continuamente  rispetto ai cambiamenti politici e tecnologici nell’uso della forza.

Il trattato originale si applicava solo a casi di conflitto armato internazionale, in cui le parti in guerra erano solo Stat.

Vista la crescente diffusione di conflitti interni (come guerre civili o etniche), nel 2001 gli Stati membri della CCW adottarono una modifica.

Tale modifica, in vigore dal maggio 2004, ha esteso l’applicazione delle sue disposizioni a casi di conflitto armato “non-internazionale” .

Dal 2009 si discute la questione degli ordigni esplosivi improvvisati (Improvised Esplosive Devices – IEDs), il cui uso crescente, anche da parte di attori non-statuali, è motivo di attenzione e preoccupazione da parte della comunità internazionale.