Recensioni negative sui social: non sempre si tratta di fatto illecito

Scrivere recensioni negative su esercizi commerciali attraverso il web non sempre si configura sempre come fatto illecito

Il Tribunale di Torino, con la sentenza n. 186 del 19 gennaio 2022 ha affrontato il tema della delimitazione del confine tra giudizio negativo e diffamazione su social relativamente a recensioni negative su attività commerciali.

Secondo il giudice di merito le recensioni negative, se frutto di giudizio reso con garbo, senza voler diffamare il professionista che ha reso un servizio, assolvono ad una importante funzione economica.

Se si tratta di esperienze realmente vissute, anche riportando delle critiche, ma con linguaggio corretto e non offensivo, le recensioni negative svolgono una “opera sicuramente meritoria“, che va tutelata e protetta, perché oggi un’economia deve basarsi su “comportamenti commerciali trasparenti, adamantini, corretti e in grado di generare un circolo virtuoso di concorrenza leale, veramente posta al servizio del cliente“.

Anche mediante l’utilizzo di ironia, espressioni goliardiche o di critica con riferimento al racconto dell’esperienza vissuta all’interno dell’esercizio commerciale, secondo la sentenza sopra enunciata, non viene configurato il reato di diffamazione.

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Nel caso in cui le espressioni sconvenienti travalichino il diritto di critica, sussiste un vero e proprio danno da recensione negativa, di recente elaborazione giurisprudenziale.

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In tal senso, il gestore dell’attività colpita ha l’onere di provare la sussistenza di un danno all’immagine derivante dalla recensione e può chiedere, in via immediata ed in sede penale, il sequestro della pagina social.

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In sede civile, oltre all’ordinaria azione per la richiesta di risarcimento del danno, il professionista può chiedere in via d’urgenza la rimozione o la deindicizzazione del post.