Riprese video senza il consenso dell’interessato: ecco le tutele

Nel caso di riprese video destinate alla pubblicazione, anche sul web, è sempre necessario acquisire il consenso dell’interessato

Nel caso di riprese video, occorre distinguere le varie fattispecie, anche perchè non sempre è necessario acquisire il consenso soggetto ripreso.

Non è mai richiesto il consenso del soggetto ritratto, se maggiorenne, nei seguenti casi:

– nel caso in cui il protagonista del video sia un personaggio pubblico o un soggetto che riveste un ufficio pubblico;

– quando la pubblicazione sia connessa a finalità di giustizia, di polizia, scientifiche, culturali o didattiche;

– quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

Al di fuori di queste fattispecie, il soggetto ripreso deve sempre prestare il consenso, il quale può essere prestato sotto forma di rilascio di una liberatoria scritta, sempre revocabile, oppure anche mediante la registrazione, all’inizio della ripresa, della volontà di acconsentire alla pubblicazione ed alla divulgazione del video.

Per quanto riguarda la divulgazione di video aventi come soggetti persone minorenni, ovviamente, occorrerà il consenso dei genitori o di colui che esercita la responsabilità genitoriale sul minore.

Video a sfondo sessuale che ritraggono minori, sono vietati e la loro divulgazione costituisce reato anche se vi sia il consenso del minore stesso e dei genitori o di colui che esercita la responsabilità genitoriale sul minore stesso.

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A stabilirlo è anche una recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione resa a Sezioni unite (Cass., sez. un., sent. n. 4616 del 9 febbraio 2022), reputando il fatto quale reato di pornografia minorile.