Responsabilità degli Enti anche per i delitti commessi con criptovaluta

Il D.lgs. n. 184 del 2021 introduce nell’elenco dei delitti che fanno scattare la responsabilità degli Enti (D.lgs. 231/2001) anche le frodi e le falsificazioni dei mezzi di pagamento diversi dai contanti

Frodi e falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti: responsabilità degli Enti

Il Decreto legislativo n. 184 in attuazione della direttiva (UE) 2019/713 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti sostituisce la decisione quadro 2001/413/GAI del Consiglio.

Il Decreto amplia l’elenco dei reati per cui può ritenersi la responsabilità dell’Ente prevista dal D.lgs. 231/2001.

Definizione di strumento di pagamento diverso dai contanti

Si intende ai fini della legge penale come “strumento di pagamento diverso dai contanti” un dispositivo, oggetto o record protetto immateriale o materiale, o una loro combinazione, diverso dalla moneta a corso legale, che, da solo o unitamente a una procedura o a una serie di procedure, permette al titolare o all’utente di trasferire denaro o valore monetario, anche attraverso mezzi di scambio digitali.

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Modifiche apportate al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

Il D.lgs. 184 del 2021, in vigore dal 14 dicembre 2021 ha introdotto nel D.lgs. 231/2001 l’art. 25-octies.1 (Delitti in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti) che prevede :

  1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dal codice penale in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti, si applicano all’ente le seguenti sanzioni pecuniarie:

a) per il delitto di cui all’articolo 493-ter, la sanzione pecuniaria da 300 a 800 quote;

b) per il delitto di cui all’articolo 493-quater e per il delitto di cui all’articolo 640-ter, nell’ipotesi aggravata dalla realizzazione di un trasferimento di denaro, di valore monetario o di valuta virtuale, la sanzione pecuniaria sino a 500 quote.

2. Salvo che il fatto integri altro illecito amministrativo sanzionato più gravemente, in relazione alla commissione di ogni altro delitto contro la fede pubblica, contro il patrimonio o che comunque offende il patrimonio previsto dal codice penale, quando ha ad oggetto strumenti di pagamento diversi dai contanti, si applicano all’ente le seguenti sanzioni pecuniarie:

a) se il delitto è punito con la pena della reclusione inferiore ai dieci anni, la sanzione pecuniaria sino a 500 quote;

b) se il delitto è punito con la pena non inferiore ai dieci anni di reclusione, la sanzione pecuniaria da 300 a 800 quote.

Nei casi di condanna per uno dei delitti di cui ai commi 1 e 2 si applicano all’ente le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2.