Genitori e mantenimento: si ha diritto a conoscere gli studi dei figli?

Genitori e mantenimento: il genitore che versa il mantenimento e non ha notizie, ha diritto di ricevere informazioni dall’università?

genitori e mantenimento

Questione

Purtroppo non è insolito che il genitore che non convive con i figli venga escluso dal coinvolgimento relativo all’andamento scolastico dei figli.

Può capitare che il genitore non abbia spontanee notizie sugli studi da parte del figlio stesso, magari a causa dei rapporti difficili, semplicemente per dispetto, o magari per timore di specifiche conseguenze sul mantenimento che viene versato.

Spesso il genitore non viene informato del numero di esami fatti, dei risultati, di eventuali master o corsi di specializzazione, ed a volte, addirittura, nemmeno del conseguimento della laurea.

Analogamente, spesso il genitore non viene nemmeno informato se il figlio abbia interrotto gli studi e abbia trovato un lavoro.

Ma Il genitore che non ha notizia sugli studi del figlio ha diritto a ricevere informazioni dall’università cui è iscritto.?

Si, il genitore ha diritto di sapere, soprattutto se versa un mantenimento.

La Giurisprudenza è ormai costante nel ritenere che una mancata applicazione negli studi universitari con pochi esami sostenuti o voti negativi, o molti anni di fuori corso, possano essere motivi validi per intervenire sull’assegno corrisposto in favore del figlio, riducendolo od eliminandolo.

Sentenza

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Bari con provvedimento n. 872 del 02.05.2012 ha “riconosciuto il diritto del genitore separato di accedere agli atti e/o ai dati relativi alla situazione concernente l’andamento degli studi universitari del proprio figlio maggiorenne e, in particolare, non solo agli atti riguardanti l’effettiva iscrizione all’università, ma anche quelli aventi ad oggetto gli esami sostenuti e superati.

Si esclude, infatti, che tali dati siano inerenti alla sfera personale dello studente e, quindi, non rilasciabili senza il suo specifico consenso; e ciò sul rilievo che, alla stregua del rapporto padre-figlio, il padre ha nei confronti del figlio, sia pure maggiorenne, non solo dei doveri, comprensivi anche dell’obbligo di contribuire alle spese per gli studi universitari, ma anche dei diritti, ivi compreso quello di conoscere anche gli elementi salienti della vita universitaria del figlio ai sensi dell’art. 30 della Costituzione, che sancisce il diritto-dovere dei genitori di istruire ed educare i figli”.

LEGGI ANCHE: Le somme versate a titolo di mantenimento al figlio ed al coniuge sono ripetibili?

Così argomenta il Tribunale: […] va annullato l’impugnato provvedimento di totale diniego adottato dal Politecnico di […] ai sensi dell’art. 23 del D. L.vo n. 196/2003 sull’erroneo presupposto che tutti i dati richiesti siano inerenti alla sfera personale della studentessa e non possano essere rilasciati senza il suo specifico consenso, in quanto non tiene adeguatamente conto del rapporto padre-figlia intercorrente tra controinteressata e ricorrente, che in quanto padre ha nei confronti della figlia sia pure maggiorenne non solo dei doveri, comprensivi anche dell’obbligo di contribuire alle spese per gli studi universitari, ma anche dei diritti, ivi compreso quello di conoscere anche gli elementi salienti della vita universitaria della figlia ai sensi dell’art. 30 della Costituzione, che sancisce il diritto-dovere dei genitori di istruire ed educare i figli.

La domanda di accesso va pertanto accolta limitatamente alla visione ed all’eventuale rilascio di certificazione comprovante l’iscrizione in atto della figlia […], nonché gli esami sostenuti con indicazione sia della data di svolgimento che della votazione riportata e tale certificazione deve essere aggiornata alla data odierna.