Abitazioni di lusso e il principio del favor rei in materia tributaria

Abitazioni di lusso: è stata rimessa al Primo Presidente della Cassazione affinché valuti la trasmissione alle S.U. della questione riguardante l’applicabilità o meno del principio del favor rei, relativamente alle sanzioni qualora la normativa sia cambiata ed il dettato normativo non sia più in vigore.

Le abitazioni di lusso

IL D.M. 2 agosto 1969, art. 6, considera abitazioni di lusso le unità immobiliari “aventi superficie utile complessiva superiore a mq 240 (esclusi balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine)”, riconnettendo pertanto la caratteristica di immobile di lusso al dato quantitativo della superficie dell’immobile, con esclusione solo dei predetti ambienti.

Per i trasferimenti immobiliari soggetti ad Iva, il D.P.R. n. 633 del 1972, nel testo vigente fino al 13 dicembre 2014 faceva riferimento, ai fini della individuazione delle case di abitazione agevolabili, ai criteri dettati dal D.M. 2 agosto 1969.

In ambito Iva, fino alla data del 13 dicembre 2014, ai fini agevolativi era irrilevante la categoria catastale di appartenenza dell’immobile, essendo ancora necessario fare riferimento alle caratteristiche costruttive di cui al citato D.M..

Agevolazione “prima casa”

Con riferimento alle caratteristiche oggettive dell’immobile ammesso a fruire dell’agevolazione “prima casa”, il legislatore ha dapprima introdotto un nuovo regime in tema d’imposta di registro, con il D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 10, comma 1, lett. a), sostituendo il D.P.R. n. 131 del 1986.

Ha così fissato il superamento del criterio di individuazione dell’immobile di lusso ammesso, in quanto tale, al detto beneficio, basato sui parametri di cui al D.M. 2 agosto 1969, e ciò a far data dal 10 gennaio 2014.

In forza della disciplina sopravvenuta, l’esclusione dalla agevolazione non dipende più dalla concreta tipologia del bene e dalle sue intrinseche caratteristiche qualitative e di superficie (individuate sulla base del suddetto D.M.), bensì dalla circostanza che la casa di abitazione oggetto di trasferimento sia iscritta in categoria catastale A/1, A/8 ovvero A/9 (rispettivamente: abitazioni di tipo signorile; abitazioni in ville; castelli e palazzi con pregi artistici o storici).

Al fine di allineare allo stesso criterio dell’imposta di registro anche l’agevolazione “prima casa” attribuita con aliquota IVA ridotta, il legislatore è poi intervenuto con il D.Lgs. n. 175 del 2014, art. 33, che, ha espressamente richiamato il medesimo “criterio catastale”.

Anche l’agevolazione IVA è esclusa  per gli immobili rientranti in una delle suddette categorie, a far data dal 13.12.2014.

L’ ordinanza della Cassazione civile sezione tributaria n. 30708 del 2021

In forza della disposizione di diritto intertemporale le abitazioni acquistate in epoca precedente il 10 gennaio 2014, come nella fattispecie affrontata dalla Cassazione non possono ottenere l’agevolazione, se sono di lusso ai sensi del D.M. del 1969 cit., art. 6, con il conseguente obbligo di corrispondere le imposte ordinarie.

La Cassazione rileva  che poiché il legislatore ha modificato i presupposti oggettivi di applicazione dei benefici “prima casa” variando i parametri di identificazione degli immobili agevolabili, ben potrebbe accadere che quello stesso immobile che non poteva fruire dei benefici, in quanto “di lusso” in base al D.M. n. 1969, possa invece oggi accedere alla tassazione di favore per effetto del regime sopravvenuto.

Nella vicenda affrontata nel caso fosse confermata la sentenza impugnata, nella parte in cui accerta che la superficie dell’appartamento compravenduto era di mq 248,28, sarebbe dovuto il tributo ma si porrebbe il problema dell’applicazione delle sanzioni e del principio del favor rei.

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Il principio del favor rei

Il D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 3, ha introdotto, in materia sanzionatoria tributaria, il generale principio del favor rei di origine penalistica.

Sulla applicazione del principio del favor rei nel caso dell’abrogazione della norma istitutiva di un tributo a decorrere da una data, permanendo l’obbligo a carico del contribuente per il periodo anteriore, si evidenzia un contrasto nella giurisprudenza della Corte di Cassazione.

Stante il contrasto è stata rimessa al primo presidente della Cassazione affinché valuti la sua eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione relativa al principio del favor rei, se, dunque, sia applicabile o meno relativamente alle sanzioni qualora la normativa sia cambiata ed il dettato normativo non sia più in vigore.