Gratuito patrocinio: il difensore non può abbandonare il giudizio

Il difensore del soggetto ammesso al patrocinio a spese dello Stato deve coltivare diligentemente l’azione e non farla estinguere

Il difensore di colui che viene ammesso al gratuito patrocinio deve giungere ad una sentenza (od altro provvedimento analogo) che definisca il giudizio.

A stabilirlo è l’art. 143 TUSG il quale sancisce che “se lo Stato non recupera ai sensi dell’articolo 133 e se la vittoria della causa o la composizione della lite ha messo la parte ammessa al patrocinio in condizione di poter restituire le spese erogate in suo favore, su di questa lo Stato ha diritto di rivalsa. La rivalsa puo’ essere esercitata per le spese prenotate e anticipate quando per sentenza o transazione la parte ammessa ha conseguito almeno il sestuplo delle spese, o nel caso di rinuncia all’azione o di estinzione del giudizio; puo’ essere esercitata per le sole spese anticipate indipendentemente dalla somma o valore conseguito. Nelle cause che vengono definite per transazione, tutte le parti sono solidalmente obbligate al pagamento delle spese prenotate a debito, ed e’ vietato accollarle al soggetto ammesso al patrocinio. Ogni patto contrario e’ nullo“.

Da ciò si evince innanzitutto che le parti non possono transigere la causa se non viene espressamente tutelato lo Stato circa il pagamento delle spese già prenotate a debito.

Sostanzialmente poi, la regolamentazione delle spese di giustizia può essere così riassunta:

ove l’attore o impugnante nel giudizio sia l’ammesso al patrocinio, quest’ultimo è – onerato di far giungere il giudizio ad una pronuncia di merito che possa aprire le porte al recupero da parte dello Stato delle spese erogate in suo favore dallo Stato che gli ha “finanziato” il giudizio; pertanto, se  rinuncia all’azione o lascia negligentemente estinguere il giudizio, lo Stato, non potendo sprecare risorse, agisce nei suo confronti per il recupero delle spese anticipate e prenotate (con quale prospettive e probabilità di concreto recupero è facile, tuttavia, immaginare);

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ove l’attore o impugnante nel giudizio sia il soggetto non ammesso al gratuito patrocini e quest’ultimo rinunci all’azione o lasci negligentemente estinguere il giudizio instaurato, lo Stato ha diritto di recuperare nei confronti di questo le somme prenotate a debito a favore del non abbiente/convenuto posto che quest’ultimo non ha interesse ad opporsi alla rinuncia o a coltivare il giudizio da altri inutilmente promosso.