Superbonus: confermato il limite di un solo passaggio per la cessione del credito

Superbonus: In Gazzetta Ufficiale il Decreto “Sostegni ter” che impone il limite di un solo passaggio per la cessione del credito d’imposta

La novità

Le richieste dei progettisti e delle imprese operanti nel settore costruzioni sono rimaste inascoltate ed il Governo ha stabilito che il credito di imposta relativo al Superbonus è cedibile una volta.

La modifica apportata con il DL 4/2022 riguarda l’articolo 121 del Decreto Rilancio, cioè la disposizione sulla possibilità di usare il Bonus come sconto in fattura o cessione del credito.

In pratica, il titolare del credito potrà cederlo ad un terzo soggetto, come una banca, ma il terzo non potrà a sua volta cederlo.

Se, invece, si sceglie lo sconto in fattura, le imprese che recuperano l’importo scontato potranno cederlo ad altri soggetti, ma questi ultimi non potranno cederlo nuovamente.

Quindi, in entrambi i casi, il credito si può cedere una volta sola.

Ma cosa accade se si violano le regole?

Tutti i contratti stipulati violando queste regole saranno considerati nulli

La disposizione stabilisce che I crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati già ceduti, potranno essere oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione.

La norma

La modifica è contenuta nell’articolo 28 del DL 4/2022 “Misure di contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche”: Al decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) all’articolo 121, comma 1:

1) alla lettera a), le parole «con facoltà di successiva cessione del credito» sono sostituite dalle seguenti: «cedibile dai medesimi» e dopo le parole «gli altri intermediari finanziari» sono inserite le seguenti: «, senza facoltà di successiva cessione»;

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2) alla lettera b) le parole «, con facoltà di successiva cessione» sono soppresse e dopo le parole «gli altri intermediari finanziari» sono inserite le seguenti: «, senza facoltà di successiva cessione»;

  1. b) all’articolo 122, comma 1, dopo le parole «altri intermediari finanziari» sono inserite le seguenti: «, senza facoltà di successiva cessione».
  2. I crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati precedentemente oggetto di una delle opzioni di cui al comma 1 dell’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, ovvero dell’opzione di cui al comma 1 dell’articolo 122 del medesimo decreto-legge n. 34 del 2020, possono costituire oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, nei termini ivi previsti.
  3. Sono nulli:
  4. a) i contratti di cessione conclusi in violazione delle disposizioni di cui all’articolo 121, comma 1, del decreto-legge n. 34 del 2020, come modificato dal comma 1, lettera a), del presente articolo;
  5. b) i contratti di cessione conclusi in violazione delle disposizioni di cui all’articolo 122, comma 1, del decreto-legge n.34 del 2020, come modificato dal comma 1, lettera b), del presente articolo;
  6. c) i contratti di cessione conclusi in violazione delle disposizioni di cui al comma 2.