Cybersquatting: l’occupazione abusiva di spazi virtuali

Il fenomeno del cybersquatting consiste essenzialmente nell’accaparramento di nomi di dominio corrispondenti a marchi o nomi altrui.

In che cosa consiste il cybersquatting

Il “cybersquatting” consiste in un fenomeno di accaparramento di nomi a dominio corrispondenti a marchi e/o nomi altrui.

Con tale attività il “cybersquatter” persegue uno scopo di lucro, sia in ipotesi rivendendo il dominio a chi vi abbia interesse, sia sfruttando la notorietà del segno distintivo altrui per sviare i visitatori sul proprio sito.

L’attività di “cybersquatting” – cioè la registrazione di nomi a dominio al solo fine di rivendita all’interessato – deve considerarsi lecita nei limiti in cui non interferisca con altri segni distintivi o denominazioni oggetto di privativa.

Nel nostro Paese non esiste ancora una legislazione specifica per il cybersquatting e dunque in caso di controversie, si prende a riferimento la legge a tutela del marchio e del diritto al nome.

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Il typosquatting

Il typosquatting è una forma evoluta e particolare di cybersquatting e consiste nella registrazione di un domain name del tutto simile ad un marchio noto, ma contenente una leggera variante o un apparente refuso (per esempio DINSEY.COM invece che DISNEY.COM). Solitamente il cybersquatter inserisce nel proprio dominio pubblicità e/o links da cui ricava guadagno.

Un classico caso di typosquatting e con l’obiettivo di confondere gli utenti di internet è la registrazione di domini identici o confusamente simili ad un marchio come è successo ad esempio con Jacquemus, un’azienda francese di abbigliamento e accessori, con sede a Parigi, che ha denunciato in più occasioni i titolari di domini simili, ottenendo il trasferimento dei nomi di dominio.

In caso di typosquatting, al fine della tutela del marchio, il denunciante deve dimostrare ciascuno dei seguenti elementi, vale a dire che:

  • il nome di dominio è identico o confusamente simile a un marchio o a un marchio di servizio su cui il denunciante ha diritti;
  • il convenuto non ha diritti o interessi legittimi in relazione al Nome di dominio;
  • il Nome a Dominio è stato registrato e viene utilizzato in malafede.