Sostituzione pena detentiva con pecuniaria: sono troppi 250 euro al giorno

La Corte Costituzionale interviene in tema di sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria dichiarando la illegittimità costituzionale dell’art. 53 , comma 2 della legge 689 del 1981 e sostituisce il minimo di 250 Euro con 75 Euro al giorno.

La sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria

L’art. 53 della legge 689 del 1981 prevede che le pene detentive brevi possano essere sostituite dal giudice con le pene sostitutive della semidetenzione, della libertà controllata e della pena pecuniaria entro i  limiti massimi, rispettivamente, di due anni, un anno e sei mesi.

Per determinare l’ammontare della pena pecuniaria il giudice individua il valore giornaliero al quale può essere assoggettato l’imputato e lo moltiplica per i giorni di pena detentiva. Nella determinazione dell’ammontare di cui al precedente periodo il giudice tiene conto della condizione economica complessiva dell’imputato e del suo nucleo familiare. Il valore giornaliero non può essere inferiore alla somma indicata dall’articolo 135 del Codice penale e non può superare di dieci volte tale ammontare.

La somma indicata all’art. 135 c.p. dopo la modifica del 2009 è pari a 250 Euro. E tale limite minimo risulta inderogabile.

La questione sollevata

La questione sollevata dinanzi alla Corte Costituzionale attiene alla ritenuta elevatezza della sanzione determinata in base alla disposizione censurata sopra richiamata.

Infatti ,la quota giornaliera di conversione così elevata ha determinato nella prassi, una drastica compressione del ricorso alla sostituzione della pena pecuniaria ed ha finito per trasformare la sostituzione della pena pecuniaria in un privilegio per i soli condannati abbienti, in contrasto con l’art. 3 della Costituzione.

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La decisione della Corte Costituzionale con la sentenza n. 28 del 1 febbraio 2022

La Corte ritiene che la semplice rimozione della disposizione censurata renderebbe impossibile la sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria, pregiudicando la funzionalità di uno strumento importante anche se oggi sottoutilizzato proprio in ragione della incongruità della disciplina censurata.

Per evitare ciò la Corte, al fine di porre rimedio agli accertati vizi di legittimità costituzionale assicurando però la operatività della sostituzione della pena detentiva ricorre alla soluzione di sostituire il minimo di Euro 250,00 con quello di Euro 75 per ogni giorno di pena detentiva sostituita, stabilito dall’art. 459, comma 1-bis del codice di procedura penale con riferimento al decreto penale di condanna. Resta fermo il massimo del valore giornaliero di 2.500 Euro (pari a dieci volte l’ammontare stabilito  dall’art. 135 c.p.).

La Corte pertanto dichiara la illegittimità dell’art. 53 nella parte in cui prevede che il valore giornaliero non può essere inferiore alla somma indicata dall’articolo 135 del Codice penale e non può superare di dieci volte tale ammontare anziché il valore giornaliero non può essere inferiore a 75 Euro e non può superare di dieci volte la somma indicata dall’art. 135 del codice penale.