Sciacquone notturno molesto e rumoroso? vanno risarciti i vicini

Se il vicino dimostra che lo sciacquone di scarico è molesto ha diritto ad essere risarcito

I fatti risalgono al lontano 2003, quando, presso il Tribunale di La Spezia viene presentato ricorso da vicini stufi degli “intollerabili derivanti dagli scarichi”. Tuttavia il primo grado il giudice di merito respinge le domande. Pertanto, gli infastiditi vicini ricorrevano in appello presso il Tribunale di Genova. Stavolta il giudice del gravame dava seguito alle domande disponendo una perizia per capire il livello dei rumori e dei danni causati.

Lo sciacquone come rumore molesto

La normativa regola l’uso o la soglia del rumore di notte. Nello specifico è l’articolo 844 del Codice Civile ove si chiarisce che il rumore non deve essere “intollerabile”.

La perizia

Pertanto si tengono presenti per l’accertamento tecnico alcuni elementi come: la dimensioni delle pareti, l’entità del rumore, la collocazione del bagno. Dalla perizia emerge un dato essenziale: il superamento di 3 decibel, rispetto agli standard. Il rumore derivava da un collocamento errato dello scarico, dopo la ristrutturazione, installato nel muro divisorio tra il bagno e la stanza da letto dei vicini. Il tecnico infatti scrive che “Il secondo bagno è stato realizzato in una parete adiacente la stanza da letto dell’appartamento confinante ove è posta la testiera del letto […] non solo un notevole superamento della normale tollerabilità ma anche lo spregiudicato ‘uso del bene comune’, posto che la cassetta di incasso del wc è stata installata nel muro divisorio, avente lo spessore di cm22 mentre avrebbe potuto trovare collocazione nel loro locale bagno.”.

Il rumore molesto viola i diritti umani

La vicenda giunge in Cassazione, ma di anni ne son passati quasi venti, quando, la sesta sezione Civile, ha motivato la decisione richiamando l’orientamento fornito da Strasburgo sui diritti dell’uomo. Nella sentenza infatti si dice: “La Corte di Strasburgo ha fatto più volte applicazione di tale principio anche a fondamento della tutela alla vivibilità dell’abitazione e alla qualità della vita all’interno di essa, riconoscendo alle parti assoggettate ad immissioni intollerabili un consistente risarcimento del danno morale.”.

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Il risarcimento a causa di uno sciacquone molesto

Il disturbo si configurerebbe infatti come  “lesione del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiana, diritti costituzionalmente garantiti e tutelati dall’articolo 8 della CEDU, Convenzione europea diritti dell’uomo”. Gli Ermellini infatti statuiscono che lo sciacquone debba essere ricollocato e i vicini debbano elargire il risarcimento con una somma pari a 500 euro all’anno, a decorrere dal 2003.