Intelligenza artificiale: l’inventore deve essere umano

Intelligenza artificiale: respinto il ricorso sulle domande di brevetto europeo in cui si indicava come inventore DABUS

Che cosa è DABUS

L’intelligenza artificiale, indicata con l’acronimo I.A., è stata fortemente sviluppata negli ultimi anni.

I sistemi intelligenti infatti, sono attualmente presenti in ogni campo.

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è giunto ad un livello tale che alcuni software sono stati in grado di confrontarsi con i massimi campioni di scacchi, sono stati impiegati nelle missioni spaziali e possono guidare automobili.

DABUS (Device of Autonomously Bootstrapping Uniform sensitive) è un particolare tipo di intelligenza artificiale applicata in invenzioni aventi ad oggetto un contenitore per alimenti e un apparato di segnalazione luminosa.

Il creatore di DABUS, il dottor Stephen Thaler, sta attivamente conducendo una campagna affinché l’intelligenza artificiale venga riconosciuta come inventore in varie giurisdizioni, tra cui Stati Uniti, Regno Unito ed Europa.

Tutte le domande con cui il Dottor Stephen Thaler ha chiesto di riconoscere Dabus come inventore dei brevetti sono state fino ad oggi respinte dai vari Stati, sulla base del fatto che DABUS non è una persona fisica, e quindi non può essere nominato come inventore.

Le sentenze

Il 30 luglio 2021 la Corte federale australiana si è pronunciata con una sentenza in cui ha riconosciuto l’intelligenza artificiale DABUS come “inventore” nelle domande di brevetto di due invenzioni.

La sentenza della Corte australiana costituisce una grande innovazione, in quanto si qualifica come il primo paese ad accettare giudizialmente l’intelligenza artificiale come inventore.

La Corte infatti, ha affermato che la legge brevetti nazionale non impone che l’inventore detenga la proprietà dell’invenzione, né che la trasferisca al titolare della domanda, bensì richiede che il titolare della domanda abbia ottenuto la proprietà dell’invenzione in un modo riconosciuto dalla legge.

Non è della stessa opinione la comunità europea.

La questione è nata dal rifiuto di approvazione di due domande di brevetto in cui veniva designato come inventore DABUS.

LEGGI ANCHE: Il diritto all’oblio colpisce anche i gestori dei motori di ricerca

La decisione è stata impugnata davanti all’EPO, Commissione Giuridica di ricorso dell’Ufficio europeo dei brevetti.

La commissione ha respinto il ricorso, disponendo che “ai sensi della Convenzione sul brevetto europeo (CBE) l’inventore designato deve essere umano”.