Se non pago il parcometro devo sempre pagare la multa?

Parcheggio  non pagato perchè il parcometro consente solo pagamenti in moneta della quale non disponeva l’automobilista: si paga la multa?

parcometro

Il problema può accumunare tutti. In una grande città come in un piccolo comune, la fatica di trovare un regolare parcheggio per la propria auto (possibilmente non a diversi km dalla meta), è un peso comune a parecchi. E, una volta trovato e accomodata l’auto … in molte aree dedicate alla sosta è previsto il pagamento per la stessa.

Parcometro sprovvisto di bancomat

E’ il caso delle famose “strisce blu”, per sostare nelle quali è previsto un pagamento su base oraria che si effettua presso colonnina/parchimetro. Eccoci arrivati alla meta, trovata la colonnina … non si hanno spicci a disposizione! E allora proviamo con le banconote, anzi no, meglio il bancomat, ma … il parcometro non da la possibilità di saldare con queste “modalità di pagamento”! E allora cosa fare? Si può asciar perdere? Ad onor del vero la questione è controversa e, sebbene dal 1 luglio del 2016, le colonnine del parcheggio debbano obbligatoriamente essere fornite di dispositivo per il pagamento bancomat, è interessante esaminare i fatti di una vicenda simile a quella descritta finiti niente di meno che … in Cassazione!

Multa si o no?

Il ricorrente presenta, avverso provvedimento del Giudice di Pace, presso la Corte di Cassazione i seguenti motivi di doglianza:

  • Contesta la multa illegittima perchè i parchimetri del Comune non accettano banconote né carte di credito;
  • Spiega che quel giorno non aveva monete con sé per provvedere al pagamento, la sosta quindi doveva ritenersi legittima anche in caso di mancato adempimento.

Il parcometro va pagato se non si prova l’irregolarità

La Cassazione tuttavia, dichiara illegittimo il ricorso sollevato, condividendo le conclusioni del Giudice di Pace, il quale, nel trattare i due motivi congiuntamente li dichiara inammissibili in quanto “in materia di sanzioni amministrative vige il principio per cui è sufficiente la prova della condotta commissiva od omissiva contemplata dalla norma, dovendosi in tal caso, presumere la sussistenza dell’elemento oggettivo in capo al trasgressore (…). L’onere della prova che la condotta vietata sia stata posta in essere senza colpa, e di aver fatto – tutto il possibile per osservare la legge -, cosicché nessun rimprovero possa essergli mosso – rimane a carico dell’agente.”

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Conclusioni

Quello che fa perdere il ricorso al multato, è il fatto che nel caso di specie tale onere di provare la condotta incolpevole non è stato assolto in base alle valutazioni dei giudici di merito, mentre tali motivi non sono sindacabili in sede di legittimità.