Infortunio in palestra: ecco chi risarcisce il danno

Gli infortuni occorsi in palestra mentre si pratica attività sportiva non sono tutti risarcibili se non si è coperti dalla relativa assicurazione

In caso di attività sportiva svolta a livello non agonistico non è obbligatorio stipulare una assicurazione ad hoc che tuteli l’atleta da eventuali infortuni durante l’espletamento dell’attività medesima.

Per tutti coloro che praticano attività sportiva in qualità di professionisti, è necessario e anzi obbligatorio stipulare un’assicurazione contro gli infortuni in quanto è stata stabilita l’obbligatorietà di una polizza di questo tipo per tutti i tesserati di una federazione sportiva nazionale.

L’obbligo si estende anche a quanti, pur non praticando attività, risultano iscritti in qualità di tecnici, dirigenti o con altre mansioni.

Le assicurazioni, comunque, prevedono la stipula di una polizza da parte di chi pratica sport per tutelarsi da infortuni che possono accadere mentre si pratica attività sportiva.

Suddette polizze prevedono una tutela che si estende anche alle conseguenze degli infortuni, nel breve e nel lungo periodo.

Solitamente, le polizze assicurative stipulate delle strutture sportive non coprono gli infortuni occorsi all’utente nel caso in cui si verifichino mentre svolge il proprio allenamento, soprattutto nel caso di sport da contatto.

Tali tipologie di polizze coprono eventi fortuiti occorsi all’interno della struttura quali ad esempio il caso dello scivolamento a causa del pavimento bagnato oppure l’improvvisa rottura di un attrezzo, sempre nel caso di utilizzo dello stesso in modo conforme alla scopo per il quale era stato progettato.

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Difatti, secondo quanto emerge dal più recente orientamento giurisprudenziale, “il gestore della palestra deve assicurare lo svolgimento dell’attività sportiva in condizioni di sicurezza, a prescindere dalla confidenza che gli allievi e gli allenatori abbiano con i locali della palestra e con la disposizione degli attrezzi. Tuttavia è altrettanto vero che l’esperienza dello sportivo che frequenta la palestra dovrebbe indurre quest’ultimo a sincerarsi che l’area nella quale pratica gli esercizi ginnici sia idonea a consentirgli un allenamento in piena sicurezza. Di conseguenza, nel caso in cui l’atleta subisca un danno in palestra nell’espletamento di attività ginnica, il comportamento del danneggiato deve essere valutato in termini di concausa ai sensi dell’art. 1227, comma I c.c., tenendo conto del contesto spaziale in cui l’evento è avvenuto e della circostanza che la caduta rappresenta attività fisiologica nella pratica sportiva” (Tribunale Pisa sez. I, 24/02/2021, n.237).