Atti sessuali su social network con infraquattordicenne: il tentativo

Per la configurabilità del tentativo del delitto di atti sessuali con minore di quattordici anni sul social network, anche in mancanza di contatto fisico è necessario che la condotta contenga un invito al compimento di atti sessuali.

Il caso affrontato dalla Cassazione penale nella sentenza n. 488 depositata il 12 gennaio 2022

Due imputati sono stati condannati :

  • Il primo alla pena di anni 2 e mesi 8 di reclusione per i reati dell’art. 56 c.p., art. 609-quater c.p., comma 1, n. 1, per aver compiuto atti diretti in modo non equivoco a consumare rapporti sessuali con una minore tramite messaggistica sessualmente esplicita sul social network “Instagram”, e per il delitto di cui all’art. 600-quater c.p., comma 1, per aver detenuto n. 2 video aventi contenuto pedopornografico, ritenuti uniti dal vincolo della continuazione, con condanna al risarcimento del danno in favore della parte civile ;
  • Il secondo alla pena di anni 3 e mesi 4 di reclusione ed Euro 14.000,00 di multa, per i reati di cui al capo C), art. 600-ter c.p., perché realizzava, diffondeva e divulgava materiale pornografico consistente in un video realizzato con l’utilizzazione della figlia minore fornendo alla stessa indicazioni affinché si denudasse eseguendo movimenti del corpo al fine di riprenderle l’organo genitale, e per il reato di cui all’art. 81 cpv, 609-quinquies c.p., perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, compiva atti sessuali in presenza della figlia minore consistiti nel farsi riprendere mentre si mostrava a lei nuda e si toccava le parti intime,

Le argomentazioni della Corte di Cassazione

In ordine al discrimen tra il tentativo di atti sessuali a danno di un minore, punito ai sensi del combinato disposto degli artt. 56 cpv. e 609-quater c.p. ed il meno grave reato di cui al 609-undecies c.p. che punisce l’adescamento di minori va evidenziato quanto segue.

L’art. 609-undecies è stato introdotto con la L. 1 ottobre 2012, n. 172 – che ha ratificato e dato esecuzione alla Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, stipulata a Lanzarote nel 2007 .

Configura un reato di pericolo che anticipa la tutela dei beni giuridici protetti dalle norme incriminatrici delle aggressioni sessuali in danno di minori, fatti alla cui commissione è finalisticamente orientata un’attività di adescamento.

Quindi la norma è posta a protezione di tutte quelle condotte prodromiche ad un reato a sfondo sessuale consumato od anche solo tentato e considera la fase preparatoria della c.d. victim selection nella quale l’agente prende contatti ed instaura un rapporto di fiducia con la vittima, in modo da indirizzare la comunicazione verso tematiche sessuali.

Ciò la distingue dal tentativo di atti sessuali verso minorenne, che considera la successiva fase del c.d. sexual stage, ovvero dell’organizzazione dell’incontro finalizzato alla consumazione del reato sessuale.

Doppio livello di tutela

Il legislatore ha quindi predisposto un doppio livello di tutela per la libertà sessuale del minore e l’intangibilità della sfera della sua autodeterminazione, che vale:

  • per la fase della mera programmazione dell’incontro (con la fattispecie dell’adescamento)
  • per quella della sua organizzazione (con la fattispecie tentata, nella quale sono ravvisabili sia l’idoneità che l’univocità degli atti).

Ritiene il Collegio del tutto infondata la tesi difensiva che sostiene che poiché le modalità esecutive si sono arrestate ad uno stadio, per così dire, “virtuale”, ciò sarebbe sintomatico di una minore gravità del fatto.

Invero, il solo elemento della fisicità del rapporto di natura sessuale non risulta affatto dirimente ai fini del riconoscimento di un fatto di minore lesività della sfera sessuale del minorenne. È stato, infatti, precisato che tema di atti sessuali con minorenne, deve escludersi che le condotte poste in essere mediante comunicazione telematica presentino – per il solo fatto di svolgersi in assenza di contatto fisico con la vittima – connotazioni di minore lesività sulla sfera psichica del minore tali da rendere applicabile, in ogni caso, l’attenuante speciale prevista dall’art. 609-quater c.p., comma 4.

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In conclusione

E’ configurabile il tentativo del delitto di atti sessuali con minore infraquattordicenne anche in mancanza di un contatto fisico tra i soggetti coinvolti, sempre che la condotta tenuta contenga un invito al compimento di atti sessuali, presentando i requisiti della idoneità e della univocità, ossia quando tale condotta è specificamente indirizzata ad ottenere il compimento di atti sessuali da parte del minore, ovvero al compimento da parte dell’autore di atti sessuali sulla persona del minore