Autodifesa: non sempre l’Avvocato può difendersi da solo

Autodifesa: nel processo penale l’Avvocato non può difendersi da solo e ciò non contrasta con l’art. 6 della convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo

Autodifesa

In ambito civile è facoltà dell’Avvocato difendersi da sé oppure rivolgersi ad un collega che lo rappresenti e difenda.

Può accadere infatti, che per ragioni di opportunità o per ragioni personali, l’Avvocato preferisca conferire il mandato ad altro Avvocato.

Diversamente, nel processo penale, l’imputato che sia Avvocato, pur avendone le capacità e le competenze, non può assolutamente difendersi da solo

Tale principio è stato ribadito recentemente dalla Suprema Corte di Cassazione.

La sentenza

Con sentenza n.41688 del 27/12/2021 la Corte di Cassazione, sez. I civile, ha precisato che: Nel processo penale l’imputato che riveste la qualità di avvocato non può esercitare l’autodifesa.

Nell’attuale disciplina del processo penale non è consentito all’imputato, che rivesta la qualità di avvocato, di esercitare l’autodifesa.

Difettando in tal caso un’espressa previsione di legge che lo legittimi in tal senso e la normativa interna che esclude la difesa personale della parte nel processo penale e nei procedimenti incidentali che accedono allo stesso.

Ciò non si pone in contrasto con l’art. 6, paragrafo terzo, lett. c), della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, che prevede la possibilità di autodifesa, in quanto il diritto all’autodifesa non è assoluto, ma limitato dal diritto dello Stato ad emanare disposizioni concernenti la presenza di avvocati davanti ai tribunali allo scopo di assicurare una buona amministrazione della giustizia.

Art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo

La Legge del 04/08/1955 N. 848, Gazzetta Uff. 24/09/1955 n. 221 dispone all’art. 6 il “Diritto ad un processo equo”:

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  1. Ogni persona ha diritto ad un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti ad un tribunale indipendente e imparziale e costituito per legge, che decide sia in ordine alla controversia sui suoi diritti e obblighi di natura civile, sia sul fondamento di ogni accusa in materia penale derivata contro di lei. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o una parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la tutela della vita privata delle parti in causa, nella misura ritenuta strettamente necessaria dal tribunale quando, in speciali circostanze, la pubblicità potrebbe pregiudicare gli interessi della giustizia.
  2. Ogni persona accusata di un reato si presume innocente sino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.
  3. Ogni accusato ha diritto soprattutto a:
  4. a) essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico;
  5. b) disporre del tempo e dei mezzi necessari per preparare la sua difesa;
  6. c) difendersi personalmente o con l’assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per pagare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;
  7. d) interrogare o far interrogare i testimoni a carico ed ottenere la citazione e l’interrogatorio dei testimoni a discarico a pari condizioni dei testimoni a carico;
  8. e) farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata nell’udienza.