Finning: di cosa si tratta e quali sono gli interventi degli stati

Finning: lo “spinnamento” di milioni di squali per avere la giusta consistenza della zuppa di pinne orientale

Finning

Si tratta di una pratica brutale e senza una reale necessità: è lo spinnamento degli squali.

Gli squali, piccoli o grandi che siano, vengono pescati, issati a bordo, mutilati delle pinne e rigettati in mare, talvolta ancora vivi.

Lo squalo privo di pinne va incontro a morte certa in una lenta ed atroce agonia.

La morte sopraggiunge per asfissia, poiché lo squalo non potendo nuotare soffoca per mancanza di ossigeno, necessitando di un continuo movimento per forzare l’acqua attraverso le branchie ed immagazzinare ossigeno.

Ma qual è la finalità di tale pratica?

Semplicemente soddisfare i palati di milioni di orientali.

Le pinne infatti, una volta riportate a terra, vengono essiccate e poi utilizzate per la “zuppa di pinne”.

La funzione delle pinne non è quella di apportare qualche particolare pregio salutare alla zuppa, né quella di concorrere all’insaporimento, ma ha esclusivamente la funzione di fornire la giusta consistenza al preparato.

La commercializzazione di tale alimento è talmente diffusa in oriente che costituisce una delle principali cause del crollo della popolazione degli squali nei mari e negli oceani del mondo negli ultimi vent’anni.

Le norme

In merito a tale brutale quanto inutile pratica è già stato qualcosa.

Il finning infatti è attualmente proibito in molti paesi, tra i quali Stati Uniti, Canada, Australia e Brasile.

Inoltre, l’asportazione delle pinne a bordo di navi dell’UE e nelle acque dell’UE è vietata.

Ciò nonostante, l’UE è uno dei maggiori esportatori di pinne e un importante centro di transito per il commercio mondiale di pinne.

Ovviamente, l’estinzione degli squali comporterebbe rischi sia per il pianeta che per la vita dell’uomo.

Gli squali, infatti, fungono da “regolatori dell’ecosistema” e la loro estinzione comporterebbe un crollo delle condizioni di vita negli oceani

Alla luce di ciò, c’è attualmente una forte mobilitazione di tutti gli stati per porre fine al commercio di pinne nell’UE, compresi l’importazione, l’esportazione e il transito di pinne diverse da quelle naturalmente attaccate al corpo dell’animale.

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È dunque in atto una vera e propria campagna con cui i cittadini europei chiedono di estendere il REGOLAMENTO (UE) n. 605/2013 anche al commercio di pinne e chiedono pertanto alla Commissione di elaborare un nuovo regolamento che estenda la disposizione delle ‘pinne naturalmente attaccate al corpo’ a ogni forma di commercio di squali e razze nell’UE.”

Si tratta dell’iniziativa Stop Finning, una petizione per cambiare la legislazione europea e salvare gli squali.

Fino al 31 gennaio sarà possibile firmare l’iniziativa dei cittadini europei per mettere fine al commercio di pinne di squalo e razze nell’UE, compresi l’importazione, l’esportazione e il transito.