Falsità del testamento olografo: ecco come si accerta

La parte che voglia far valere la falsità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo.

Il testamento olografo

L’art. 602 c.c. dispone che il testamento olografodeve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore .

La sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni. Se anche non è fatta indicando nome e cognome, è tuttavia valida quando designa con certezza la persona del testatore.

La data deve contenere l’indicazione del giorno, mese e anno. La prova della non verità della data è ammessa soltanto quando si tratta di giudicare della capacità del testatore ,della priorità di data tra più testamenti o di altra questione da decidersi in base al tempo del testamento “.

Come si contesta l’autenticità di un testamento olografo

La Cassazione a S.U. è intervenuta sulla questione con la sentenza n. 12307 del 2015.

La parte che contesti l’autenticità di un testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura.

Grava su di essa l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo.

Le Sezioni Unite hanno ritenuto inadeguato, al fine di superare l’efficacia probatoria di un testamento olografo, sia il ricorso al disconoscimento che la proposizione di querela di falso, prescegliendo la via secondo cui occorre proporre un’azione di accertamento negativo della falsità della scheda testamentaria.

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La Cassazione ha concluso per la domanda di accertamento negativo: perchè.

La sentenza delle Sezioni Unite ha concluso così in quanto la necessità di una siffatta azione per quaestio nullitatis consente di:

  • rispondere all’esigenza di mantener il testamento olografo definitivamente circoscritto nell’orbita delle scritture private;
  • evitare la necessità di individuare un (assai problematico) criterio che consenta una soddisfacente distinzione tra la categoria delle scritture private la cui valenza probatoria risulterebbe “di incidenza sostanziale e processuale intrinsecamente elevata, tale da richiedere la querela di falso”, non potendosi esse “relegare nel novero delle prove atipiche”;
  • non equiparare l’olografo, con inaccettabile semplificazione, ad una qualsivoglia scrittura proveniente da terzi, destinata come tale a rappresentare una ordinaria forma di scrittura privata non riconducibile alle parti in causa;
  • evitare che il semplice disconoscimento di un atto caratterizzato da tale peculiarità ed efficacia dimostrativa renda troppo gravosa la posizione processuale dell’attore che si dichiara erede, riversando su di lui l’intero onere probatorio del processo in relazione ad un atto che è caratterizzato da una sua intrinseca forza dimostrativa;
  • evitare che la soluzione della controversia si disperda in un procedimento incidentale quale quello previsto per la querela di falso, consentendo di pervenire ad una soluzione tutta interna al processo.

La domanda di accertamento negativo della validità del testamento olografo impone di dover riscontrare, attese le caratteristiche proprie, non solo l’autenticità della sottoscrizione ma l’olografia dell’atto.