Oro da investimento: il regime di esenzione in caso di cessione

Con la Risposta ad Interpello n. 897 del 31 dicembre 2021 l’Agenzia delle Entrate affronta il regime di esenzione applicabile alla cessione dell’oro da investimento.

oro da investimento

Oro da investimento ed oro industriale

L’articolo 344 della Direttiva 2006/112/CE stabilisce che sono considerati «oro da investimento»:

1) l’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;

2) le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel paese di origine e che sono normalmente vendute a un prezzo che non supera di più dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto.

L’oro industriale è inteso invece come materiale d’oro o come prodotto semilavorato di purezza pari o superiore a 325 millesimi.

L’ordinamento italiano nella legge 17 gennaio 2000, n. 7, ha operato una distinzione tra oro da “investimento” ed oro “diverso da quello da investimento” o “industriale” richiamando la distinzione di cui alla normativa europea.

Disciplina IVA

In merito alla disciplina IVA applicabile alle cessioni di oro, il DPR n. 633 del 1972 all’art. 10, primo comma, n. 11, prevede il regime di esenzione per:

  • “le cessioni di oro da investimento, compreso quello rappresentato da certificati in oro, anche non allocato, oppure scambiato su conti metallo, ad esclusione di quelle poste in essere dai soggetti che producono oro da investimento o che trasformano oro in oro da investimento ovvero commerciano oro da investimento, i quali abbiano optato, con le modalità ed i termini previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, anche in relazione a ciascuna cessione, per l’applicazione dell’imposta;
  • le operazioni previste dall’articolo 81, comma 1, lettere c-quater) e quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, riferite all’oro da investimento;
  • le intermediazioni relative alle precedenti operazioni.

Se il cedente ha optato per l’applicazione dell’imposta, analoga opzione può essere esercitata per le relative prestazioni di intermediazione”.

L’oro, qualora venga ad essere utilizzato come bene di investimento, ha una quotazione ufficiale quotidiana ed è trattato su molti mercati a livello mondiale.

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Il caso oggetto di interpello

L’istante rappresenta di essere intenzionato a proporre alla propria clientela un contratto in virtù del quale il Cliente si obbligherebbe ad acquistare, entro un dato termine, un certo quantitativo di oro da investimento. Ciò che caratterizza il contratto è la “previa fissazione, tra la società ed il Cliente, della quantità di oro che quest’ultimo dovrà acquisire entro un certo termine. Entro quest’ultimo, dunque, uno o più potranno essere gli atti di acquisto, rispetto a ciascuno dei quali, pertanto, sarà necessario verificare il regime IVA applicabile“.

Qualora nell’atto di acquisto siano indicati gli estremi identificativi del corrispondente lingotto/placchetta (codice identificativo) venduto al Cliente, trattandosi di beni specificamente individuati, per effetto della sottoscrizione, si produrrà l’effetto traslativo della proprietà del bene.

Qualora nell’atto di acquisto non siano indicati gli estremi identificativi del lingotto/placchetta (codice identificativo) e difetti la specificazione del bene, l’art. 1378 c.c., come sopra evidenziato, differisce l’effetto traslativo della proprietà dei beni (determinati soltanto nel genere) al momento dell’individuazione anche, eventualmente, mediante consegna dei beni al vettore o allo spedizioniere.

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Pertanto, è soltanto dal momento dell’individuazione, anche mediante consegna, che si realizzerà il trasferimento della proprietà del bene ed è solo a partire da tale momento che sarà possibile valutare, sulla base delle specifiche caratteristiche di forma, peso e purezza del bene puntualmente identificato, l’eventuale riconducibilità dello stesso nella categoria dell’oro da investimento.

Da un punto di vista fiscale, qualora il contratto abbia ad oggetto la consegna di materiale che, per caratteristiche di peso, di forma e di purezza, sia riconducibile alla nozione di oro da investimento, l’operazione va ricompresa, ai fini IVA, tra quelle esenti dal tributo ai sensi dell’art.10, primo comma, n. 11 del DPR n. 633 del 1972.