Il gioco delle tre palline in strada : raccolta abusiva di scommesse o gioco d’azzardo

La Cassazione penale con la sentenza n. 44359 depositata il 1 dicembre 2021 affronta la questione della configurabilità o meno della raccolta abusiva di scommesse per il gioco delle tre palline in strada

Il caso

I ricorrenti erano stati condannati alla pena di quattro mesi di arresto ed Euro 800 di ammenda ciascuno, condanna confermata dalla Corte di Appello di Bologna perché, sulla pubblica via, abusivamente esercitavano il gioco cosiddetto delle “palline” svolgendo così un’attività organizzata al fine di accettare e raccogliere scommesse, senza avere alcuna concessione, autorizzazione o licenza.

In che cosa consiste il gioco delle tre palline?

Il gioco delle tre palline, che è simile al gioco delle tre carte o dei tre campanelli, consiste nel disporre tre scatolette, come nel caso esaminato, altrettante tazze, conchiglie o bicchieri su un tavolo e nel nascondere sotto uno di essi una pallina o un altro piccolo oggetto.

Con un rapidissimo movimento delle mani si spostano poi gli oggetti utilizzati per il gioco ed eventualmente la pallina, e si invita quindi il giocatore a individuare sotto quale di essi si trovi la pallina, o altro piccolo oggetto, dopo lo spostamento.

il gioco delle tre palline

La decisione della Cassazione

I giudici della Cassazione ritengono provata la attività di gioco e scommessa alla luce delle testimonianze e del “materiale posto sotto sequestro e funzionale allo svolgimento del gioco”.

Posta tale premessa la Cassazione ritiene che la condotta dei quattro imputati fosse una condotta “diversa dall’esercizio, in forma organizzata, di una funzione intermediatrice in favore di un gestore di scommesse”.

La condotta integra invece ” il reato di esercizio di giuochi d’azzardo, posto che il comportamento di chi dirige il giuoco non realizza alcun artificio o raggiro, bensì una realtà ed una regolare continuità di movimenti, che, per essere l’effetto della estrema abilità di chi dirige il giuoco, inducono, da ultimo, il giocatore a confidare nel caso, così da integrare l’alea richiesta quale elemento essenziale del giuoco d’azzardo“.

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In senso contrario per i Giudici ai fini della configurabilità di “esercizio abusivo dell’attività di pubblica scommessa su giochi di abilità” è necessaria “la presenza di una struttura organizzativa costituita da mezzi e persone, anche se di natura non stabile e complessa”.

La Cassazione infine annulla la sentenza senza rinvio in quanto il reato risulta estinto per prescrizione