Contro la violenza gratuito patrocinio senza limiti di reddito

Le vittime di reati contro la persona sono ammessi al gratuito patrocinio a spese dello Stato senza limiti di reddito

contro la violenza gratuito patrocinio

L’art. 76 del testo unico in materia di spese di giustizia (D.P.R. n. 115/2002), stabilisce che la vittima di una serie di gravi delitti contro la persona “può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito”.

In particolar modo, il comma 4 bis stabilisce che “la persona offesa dai reati di cui agli articoli 572, 583-bis, 609-bis, 609-quater, 609-octies e 612-bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale, può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto“.

Rientrano nell’ambito dell’applicabilità di tale normativa reati come violenza sessuale, stalking, riduzione in schiavitù e maltrattamenti in famiglia.

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Con la sentenza del 20/03/2017 n° 13497, la Corte di Cassazione penale, sez. IV, ha chiarito anche che il Giudice ha l’obbligo di ammettere la concessione del patrocinio a spese dello Stato nonostante l’infelice scelta del legislatore nella formulazione della norma (… può essere ammessa al gratuito patrocinio….)

La Corte ha ritenuto difatti Ritiene il “che il termine “può” debba essere inteso come dovere del giudice di accogliere l’istanza “se” presentata dalla “persona offesa” da “uno dei reati di cui alla norma” e all’esito della positiva verifica dell’esistenza di un “procedimento iscritto relativo ad uno dei menzionati reati”. Tale interpretazione si impone in prospettiva teleologica posto che la finalità della norma in questione appare essere quella di assicurare alle vittime di quei reati un accesso alla giustizia favorito dalla gratuità dell’assistenza legale“.