L’amministratore è responsabile se non comunica i dati dei morosi?

Una sentenza del Tribunale di Monza del 20.07.2020 ripercorre il contrasto giurisprudenziale e risolve abbracciando la tesi maggioritaria.

Nella medesima pronuncia si legge: “Ai fini dello scrutinio richiesto mette conto muovere dal dato letterale della legge n. 220/2012 che, nel novellare l’art. 63 disp. att. c.c., ha previsto espressamente che l’amministratore di condominio sia tenuto “a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi.

I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini”.

Vale a dire che, a seguito della detta novella, l’amministratore risulta tenuto a comunicare al creditore che intende agire per soddisfare il proprio credito, le specifiche generalità dei condòmini morosi, potendo i condòmini in regola con i pagamenti essere aggrediti esclusivamente dopo che il comune creditore abbia tentato infruttuosamente di soddisfarsi nei confronti dei primi, stante l’opponibilità a costui del beneficium excussionis.

Tanto, ad ogni modo, comporta che laddove la richiesta del creditore rimanga inevasa questi abbia la facoltà di agire in giudizio per vedere soddisfatto il diritto sancito dalla norma in rilievo pena, in caso contrario, la paralisi delle proprie legittime aspettative di credito.

Così chiarita la portata della norma, risulta opportuno a questo punto individuare – anche a dispetto della mancata costituzione in giudizio del Condominio – quale sia il soggetto legittimato passivo dell’azione in rilievo, vale a dire il condominio ovvero l’amministratore personalmente. Si tratta di una questione di non poco momento, stante le implicazioni che ne discendono, analizzate come di seguito.

Orbene, secondo una prima tesi che ha trovato un centro riscontro nella giurisprudenza di merito, legittimato passivo risulta l’amministratore e non già il condominio, trattandosi di obbligo che la legge pone espressamente e personalmente a carico del primo (in tal senso, v. Trib. Catania, 16.01.2018; Trib. Napoli, 01.02.2017; Trib. Napoli, 05.11.2016).

Con altre pronunce, invece, la condanna a fornire i dati ai creditori è stata disposta nei confronti del condominio e non già dell’amministratore, riconoscendosi pertanto, anche se in qualche caso solo implicitamente, la legittimazione passiva del primo (v. ex multis: Trib. Tivoli, 16.11.2015; Trib. Roma, 01.02.2017; Trib. Palermo, 05.05.2016).

Questo giudice ritiene corretto aderire al secondo degli orientamenti citati, posto che se è vero che quella di cui all’art. 63 cit. costituisce un’obbligazione che la legge pone direttamente a carico dell’amministratore, deve comunque rilevarsi che la stessa si inserisce nell’ambito di un rapporto contrattuale tra amministratore e condominio che può qualificarsi alla stregua del mandato (cfr. ex multis: Cass. civ., sentenza n. 19826\2019); di talché, a parere dello scrivente, quella di che trattasi si sostanzia in una delle ipotesi di cui all’art. 1374 c.c. nelle quali il contratto vincola le parti non solo rispetto a quanto sia nel medesimo espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne 4 derivano secondo la legge (e, dunque, anche con riferimento alla specifica obbligazione di cui all’art. 63 cit.).

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D’altra parte, l’orientamento giurisprudenziale che individua il legittimato passivo nell’amministratore del condominio in proprio, non risolve la questione della potenziale cessazione dall’incarico intervenuta medio tempore, ponendo problematiche di natura giuridica tutt’altro che irrilevanti, al contrario insussistenti ad accogliere la tesi opposta.

Quest’ultima, invero, nel fare comunque salva la possibilità per il mandante, convenuto in giudizio, di rivalersi eventualmente sul mandatario, ove ne contesti l’inadempimento, appare – anche in chiave di contemperamento dei differenti interessi in rilievo – quella che più si attaglia alla ratio della normativa che ne occupa.

In definitiva, deve ritenersi che legittimato passivo nel procedimento instaurato ai sensi dell’art. 63 disp. att. c.c. sia proprio il condominio, in persona dell’amministratore pro tempore…”

Secondo la suesposta pronuncia, quindi, legittimato passivo è il Condominio e non l’amministratore personalmente.