Niente più fidanzamento? i regali vanno restituiti! Anche gli immobili

Fidanzamento finito improvvisamente? Annullate le nozze i regali tra i “non più promessi sposi” vanno resi a colui che li ha elargiti

fidanzamento regali

Siamo al momento del fidanzamento ufficiale. I futuri promessi sposi però, attraversano una crisi oppure senza che questa si presenti si lasciano direttamente. In tal caso, vanno messe in discussione le donazioni legate proprio al fidanzamento.

Niente più nozze…e la casa?

Nel caso in esame, l’uomo aveva donato alla donna in connessione alla promessa di matrimonio, un immobile. Al venir meno però della cosiddetta causa donandi, in tal caso il futuro matrimonio, la persona che ha fatto la donazione ha tutto il diritto di rientrare in possesso del bene immobile. E’ quanto stabilito dalla prima sezione della Cassazione civile il 25 ottobre 2021, nella ordinanza n. 29980.

Fidanzamento finito e casa donata

L’ appartamento, oggetto dapprima della sottoscrizione di un contratto preliminare, come donazione fatta da un uomo alla fidanzata in vista del loro matrimonio, e perfezionatosi poi con una compravendita definitiva portata a termine dalla donna. L’ormai ex fidanzato, sostiene che la donazione indiretta connessa alla promessa di matrimonio cadrebbe in quanto “ la promessa non è andata a buon fine, malgrado l’avvenuta fissazione della data delle nozze”. Pertanto a suo avviso andrebbe sancita la restituzione dell’immobile.

Per il Tribunale di merito l’immobile non è un regalo di fidanzamento

In sede di merito, però, viene respinta la domanda dell’uomo. Ciò perché la restituzione dei doni prevista dal codice civile “riguarda i doni e suppone una fattispecie di liberalità d’uso, non necessitante di forma solenne”, pertanto “va escluso che nell’alveo della norma possano rientrare gli immobili, anche nell’ottica della donazione indiretta, perché la donazione immobiliare, alla quale il codice civile riserva la forma pubblica, non può esser considerata, in base alla consuetudine sociale, una liberalità d’uso”.

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Cassazione: il motivo del “regalo” fu il futuro matrimonio

L’ex fidanzato ricorre pertanto in Cassazione, ove,  reclama il proprio diritto di “domandare la restituzione dei doni fatti a causa della promessa di matrimonio, se questo non è stato contratto”  precisando che secondo la norma andrebbe considerato oggetto di donazione “non solo i veri e propri doni tra fidanzati, intesi come liberalità d’uso, ma anche le eventuali donazioni immobiliari, ivi comprese quelle indirette”. Gli Ermellini accolgono i motivi di doglianza, richiamando alcuni precedenti pronunciamenti e confermando l’orientamento in materia della giurisprudenza precisando che “i doni tra fidanzati non sono equiparabili né alle liberalità in occasione di servizi, né alle donazioni fatte in segno tangibile di speciale riconoscenza per i servizi resi in precedenza dal donatario, né alle liberalità d’uso, ma costituiscono vere e proprie donazioni, come tali soggette ai requisiti di sostanza e di forma previsti dal Codice”. Ne discende che va cassato il pronunciamento in Appello, laddove si è ritenuto impossibile far rientrare nell’alveo indicato dall’art. 80 c.c. «le donazioni (dirette o indirette) immobiliari perché non costituenti liberalità d’uso. Per la cassazione l’interpretazione del gravame sarebbe da considerarsi “estremamente riduttiva del diritto alla restituzione dei doni sancita dall’art. 80 c.c., a fronte invece dell’essere la ratio della restituzione non correlata, in detta norma, al semplice valore dei beni donati, quanto piuttosto alla eliminazione di tutti i possibili segni di un rapporto che non è giunto a compimento, e che è opportuno rimuovere per quanto possibile”. Precisano che “proprio il mancato verificarsi del matrimonio rende restituibili tutti i beni donati dalle parti durante il fidanzamento quale presupposto in vista di un matrimonio che poi non è stato contratto”, sanciscono i Giudici.

La causa della donazione è l’elemento di discernimanto

L’elemento che permette di discernere la natura restitutoria sarebbe “sempre e soltanto che i doni siano stati fatti a causa della promessa di matrimonio, e che si giustifichino per il sol fatto che tra le parti è intercorsa una promessa in tal senso, al punto da non trovare altra plausibile giustificazione”. Occorre inoltre precisare, che  “la sorte della donazione indiretta – seppur collegabile a un accordo trilaterale, non coinvolge altri che le parti direttamente interessate dalla donazione”.

La Cassazione in ordine a quanto rilevato e argomentato in merito alle doglianze proposte decide per una cassazione della sentenza di Appello con rinvio allo stesso per nuova decisione alla luce del giudizio di legittimità emesso.