Atto notarile con sordo, muto e sordomuto: ecco le cautele

Ecco gli incombenti da effettuare se un sordo, muto o sordomuto deve partecipare ad un atto notarile e sottoscrivere tale atto

atto notarile con sordo

La legge tutela le persone con disabilità in modo tale che le stesse possano comprendere pienamente l’atto notarile al quale partecipano ed in modo tale che possano sottoscriverlo piena coscienza.

La normativa di riferimento è la legge notarile, ossia la Legge n. 89, 13 febbrario 1913. In particolare, l’art. 56 sancisce che “se alcuna delle parti è interamente priva dell’udito, essa deve leggere l’atto e di ciò si farà menzione nel medesimo. Ove il sordo non sappia leggere, deve intervenire all’atto un interprete, che sarà nominato dal presidente del tribunale tra le persone abituate a trattare con esso e che sappia farsi  intendere dal medesimo con segni e gesti.  L’interprete deve avere i requisiti necessari per essere testimone, e prestare giuramento, giusta il primo capoverso dell’art. 55. Può essere scelto fra i parenti e gli affini del sordo, e non  può adempiere ad un tempo l’ufficio di testimone o di fidefaciente. Egli deve sottoscrivere l’atto, secondo il disposto dei numeri 10 e 12 dell’articolo 51“.

Invece, l’art. 57 della predetta legge statuisce che “se alcuna delle parti sia un muto o un sordomuto, oltre l’intervento dell’interprete prescritto nell’articolo precedente, si osserveranno le seguenti norme: il muto o sordomuto, che sappia leggere e scrivere, deve egli stesso leggere l’atto e scrivere alla fine del medesimo, prima delle sottoscrizioni, che lo ha letto e riconosciuto conforme alla sua volontà; se non sappia o non possa leggere e scrivere, sarà necessario che il linguaggio a segni del medesimo, sia inteso anche da uno dei testimoni, o che altrimenti intervenga all’atto un secondo interprete giusta le norme stabilite nei due capoversi dell’articolo precedente“.

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Il ricorso per la nomina di un interprete dunque si deposita presso il Tribunale competente individuato nel luogo ove il soggetto destinatario del provvedimento ha la residenza ed il domicilio. Unitamente al ricorso occorre depositare i documenti di identità dell’istante e dell’inteprete e versare la somma pari ad € 98,00 per il contributo unificato e la somma pari ad € 27,00 per la marca da bollo.

Il Tribunale provvede con decreto, il quale deve essere presentato in copia conforme al Notaio rogante.