Registro dei pegni mobiliari non possessori: di che cosa si tratta

Con decreto ministeriale del 25 maggio 2021 n. 114 è stato istituito il registro informatico per l’iscrizione dei pegni mobiliari non possessori di cui all’art. 1 DL 59 del 2016 (convertito in legge 119 del 2016)

Che cos’è il pegno mobiliare non possessorio.

Il pegno mobiliare non possessorio è una forma atipica di pegno che si caratterizza, tra l’altro, per la mancanza dello spossessamento del bene, in quanto prevede che il bene resti nella disponibilità del debitore.

Che cosa prevede la legge

La legge prevede che:

  • il contratto, redatto in forma scritta, sia iscritto in apposito registro informatico tenuto dall’Agenzia delle Entrate in funzione di garanzia sia nei rapporti interni tra creditore e debitore sia nei rapporti esterni verso terzi (possibili acquirenti e altri creditori),
  • la parte contrattuale costituente il pegno sia un imprenditore iscritto nel registro delle imprese (requisito formale)
  • sotto il profilo oggettivo, che il credito così garantito sia inerente l’esercizio d’impresa.

Patto di rotatività

Una ulteriore peculiarità dell’istituto è la possibilità, normativamente prevista, che le parti stipulino il c.d. patto di rotatività.

In particolare, tale patto autorizza il debitore o il terzo concedente il pegno a trasformare o alienare, nel rispetto della loro destinazione economica, o comunque a disporre dei beni gravati da pegno.
In tal caso il pegno si trasferisce, rispettivamente, al prodotto risultante dalla trasformazione, al corrispettivo della cessione del bene gravato o al bene sostitutivo acquistato con tale corrispettivo, senza che ciò comporti costituzione di una nuova garanzia.

Differenza tra il pegno “ordinario” ed il pegno mobiliare non possessorio.

Il pegno previsto dall’art. 2786 c.c. dal codice civile costituisce una garanzia di credito inerenti i beni mobili e si caratterizza per lo spossessamento che subisce il debitore, il quale si priva del bene che passa nella disponibilità del creditore pignoratizio. Il contratto di natura reale si perfeziona con la consegna della cosa o del documento al creditore senza particolari formalità.

Il nuovo strumento del pegno mobiliare non possessorio è stato introdotto dall’art. 1 del d.l. 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla l. 30 giugno 2016, n. 119 e disciplina una (atipica) forma di « pegno », pur sempre mobiliare, ma che si caratterizza per la mancanza dello spossessamento, in quanto prevede che il bene resti nella disponibilità del debitore.

Registro informatico per l’iscrizione dei pegni

Il decreto ministeriale n. 114 del 2021 prevede all’art. 1 la istituzione presso l’Agenzia delle entrate, del registro informatico per l’iscrizione dei pegni mobiliari non possessori, di cui all’articolo 1 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 giugno 2016, n. 119.
Il Consiglio di Stato sullo schema di decreto ministeriale istitutivo del registro informatico ha emesso il parere del 25/11/2020, n.1939.
Tale registro, denominato “Registro pegni” è gestito dall’Agenzia delle entrate con la vigilanza del Ministero della giustizia, finalizzata ad assicurare la legittimità dell’attività amministrativa e delle procedure predisposte per la relativa gestione. Annualmente, l’Agenzia delle entrate invia al Ministero della giustizia i dati riepilogativi della gestione.
L’Ufficio è diretto da un conservatore, depositario del registro pegni, nominato dal direttore dell’Agenzia delle entrate.

LEGGI ANCHE: Se un altro paga per te: la delegazione di pagamento. Come fare

Contenuto del Registro pegni.

Nel Registro sono giornalmente inserite, secondo l’ordine di ricezione:

  • le formalità presentate, con l’indicazione del numero d’ordine, il giorno della richiesta, la persona del richiedente e le persone per cui la richiesta è fatta,
  • la data del titolo costitutivo del pegno non possessorio presentato con la domanda e l’oggetto della richiesta.

Oltre al registro, il conservatore deve tenere la raccolta delle domande.

La consultazione del Registro pegni avviene in via telematica.