Come fare per riconoscere un figlio

Per i figli nati al di fuori del matrimonio, il riconoscimento non è automatico e deve essere effettuato con apposito atto

Nel caso di figlio nato in costanza di matrimonio, il suo riconoscimento è automatico in quanto vige la presunzione di paternità o maternità e dunque alcun atto deve essere posto in essere.

Al di fuori del matrimonio, il genitore che intende riconoscere un figli può farlo in qualsiasi momento attraverso una delle seguenti modalità: nell’atto di nascita; in una dichiarazione resa davanti all’ufficiale dello Stato civile; in un atto pubblico in presenza del notaio; in una domanda al giudice tutelare; in una qualsiasi forma di testamento: in tal caso, gli effetti decorrono dalla morte del testatore.

Chi effettua il riconoscimento deve aver compiuto almeno 14 anni e non deve essere infermo di mente. Inoltre, va ricordato che si tratta di un atto irrevocabile e frutto di una libera scelta, quindi non bisogna essere costretti con la violenza fisica o psicologica.

Il riconoscimento può essere congiunto, se effettuato contemporaneamente dalla madre e dal padre, oppure disgiunto se effettuato in momenti diversi. Se il figlio è riconosciuto da un solo genitore, quest’ultimo dovrà dare il suo consenso affinché l’altro effettui tale adempimento in un momento successivo. In caso contrario, è possibile rivolgersi al giudice tutelare, il quale, una volta valutato positivamente l’interesse del minore, concede l’autorizzazione. A tal fine, il figlio di 12 anni può essere ascoltato (anche se di età inferiore, purché dotato di discernimento).

L’autorizzazione al riconoscimento è negata solo qualora ricorrano motivi particolarmente gravi, valutati dal Giudice, il quale è chiamato a decidere se, per effetto del riconoscimento, al minore si possa arrecare pregiudizio.

Per quanto riguarda l’acquisizione dello status di figlio, con la riforma del diritto di famiglia del 2012-2013 (L. n. 219/2012 e D.Lgs n. 154/2013), è venuta meno ogni distinzione tra figli legittimi, ossia nati in costanza di matrimonio, e figli naturali, cioè nati fuori da un vincolo coniugale.

Tuttavia, permangono le differenze sopra citate in tema di riconoscimento, in quanto non opera il riconoscimento automatico presente tra persone unite nel vincolo coniugale.